Risultati di Ricerca per: luni

Luni: i litotipi usati nel pavimento ad opus sectile della domus B

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La campagna di scavo condotta a Luni nel 2021 dal Laboratorio di Topografia Antica e Archeologia Subacquea (dell’Università di Pisa) ha portato alla luce un grande pavimento a opus sentile. Particolarmente interessante è il grande tappeto centrale a cubi assonometrici ad effetto tridimensionale. Il pavimento caratterizzava il triclinio della domus B, inserita nel quartiere più prossimo al mare.

Recensione Libro: “Luni” della collana Mosaici antichi in Italia, di Lucia Gervasini e Silvia Landi

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Copertina: Particolare del mosaico policromo al centro del quale campeggia il volto di Oceano, dalla cui fluente barba di alghe nascono due piccoli delfini. Domus di Oceano.  Ci sono molte parole per descrivere il lavoro condensato da Lucia GERVASINI e Silvia LANDI in quest’opera su Luni, ma quella più adatta è “accuratezza”. Accuratezza a tutto tondo, applicata in ogni […]

Le statue stele della Lunigiana

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Copertina – Ipotesi della fase di rifinitura di una statue stele della Lunigiana (MDS89) Uomini (e donne) scolpiti nella pietra Il 17 settembre prossimo si aprirà, presso il Museo Nazionale di Zurigo, una mostra sulle statue stele con materiale proveniente da tutta Europa. Per l’Italia saranno presenti Aosta, Bolzano, Brescia,Cagliari, Capo di Ponte, Laconi, Lucca, Merano, Reggio […]

Luni: la via dei marmi

In copertina: particolare della stratigrafia del sottofondo di un pavimento a mosaico. Domus dei Mosaici, Mosaico del Circo Massimo di Roma (V sec. d.C.). Premessa alla via dei marmi di Luni Questa storia comincia nel 177 a. C.. È l’anno di deduzione della colonia romana di Luni, la città che raggiungerà il suo massimo splendore […]

Un peso litico da Luni

In copertina: il peso litico da venti libbre proveniente dalla città di Luni La colonia romana di Luni Luni: colonia romana fondata nel 177 a.C., avamposto militare contro i Liguri Apuani, emporium dal III sec. a.C., portus fluviale mercantile e grande città che ha raggiunto la sua massima notorietà per il traffico dei marmi non solo apuani […]

Archeologia in Vallese (CH): le nuove recenti scoperte

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L’archeologia svizzera, e soprattutto quella del Cantone Vallese, si è arricchita di nuove scoperte. In quest’ottica è stata fondamentale l’assistenza ai recenti ed importanti interventi edilizi assistenza eseguita dall’Ufficio Archeologico Cantonale.
Le notizie sono state diffuse dalla stampa anche se i siti ed i reperti sono ancora in gran parte in corso di studio. Ma sulla base di quanto pubblicato è possibile una prima panoramica.

Storie di Donne e Donne dei mestieri perduti

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Riprendiamo ancora una volta il lavoro delle donne nelle miniere e cave della Liguria Orientale. Ma questa volta per dare un nome ad alcuni dei volti delle vecchie fotografie. Con l’occasione sono ricordate altre donne le cui capacità sono state volutamente ed anche violentemente represse. Ma senza riuscirci. Oppure la cui fantasia è diventata professione, anche da lasciare in eredità. Storie che vengono da lontano. Storie comunque grandi.

Alabastro e Grotta Grande di Pignone

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L’alabastro, o meglio le concrezioni che si formano dall’attività carsica, sono state da sempre oggetto di ricerca, estrazione ed utilizzo un po’ ovunque. Anche nelle grotte più note e famose non mancano, spesso, camere di asportazione delle concrezioni che, ridotte in lastre abbastanza sottili da essere traslucide, erano destinate ad utilizzo ornamentale.
A questa “logica” non è sfuggita la Grotta Grande di Pignone (SP). Qui, già dal XVII secolo erano state notate e attenzionate, a scopo estrattivo e ornamentale, le sue concrezioni. Ma è dall’Ottocento e fino al 1955 che si hanno notizie certe della loro estrazione e commercializzazione.
Certo una risorsa per il paese di Pignone, soprattutto nel Dopoguerra, ma l’alienazione di un patrimonio naturale la cui rigenerazione potrà attendersi solo in tempi geologici.

L’oro dei monaci della Val d’Aveto

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Simo intorno all’anno Mille. Da Pavia giungono sette monaci in cerca di un posto nel quale fondare la loro chiesa ed il loro convento. Arrivano in Val d’Aveto, nella piccola piana di Villa Cella. È la loro destinazione. Costruiscono la chiesa ed il convento. Poi una frana ostruisce la valle dell’aceto in un punto molto stretto. Si forma un invaso che mina il transito dal mare alla Val Padana di pellegrini e merci. Intervengono i monaci ed in poche anni eliminano il problema. Un intervento dispendioso. Erano così ricchi questi monaci? Dove hanno trovato i soldi per intervenire?
Un piccolo giallo dei tanti che ammantano il Medioevo. Ma qui. a Villa Cella ne resta traccia…

Paesaggi minerari. L’attività mineraria vista dalle donne. Il caso della Liguria Orientale

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L’industria mineraria ha avuto un impatto profondo sui territori, sulle architetture, sui paesaggi, sulle società e sugl’immaginari degli ormaie x-distretti minerari. La realtà mineraria ha portato a una tendenziale dicotomia: il “maschile”impegnato nel sottosuolo, il“femminile” ai servizi all’esterno delle miniere.
Gli spazi delle miniere sono diventati luoghi discambio culturale e di richiamo turistico. In più parti sono nate Istituzioni Museali che fungono da contenitore di un passato ancora presente nella realtà oramai ex-estrattiva.
Il convegno propone una riflessione sulla trasmissione della memoria mineraria in tutte le forme culturali (dalla presentazione del Convegno)

Lagorara: 5000 anni fa una cava di diaspro

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La valle Lagorara si trova in comune di Maissana, nell’entroterra fra il Tigullio e lo spezzino. È una valle profonda, misteriosa e suggestiva. È dominata dai monti Porcile, Verruga e Scogliera. Dal punto di vista ambientale è dominata della altissime pareti a strapiombo di uno dei più vasti affioramenti di diaspri. I Diaspri di Monte Alpe della letteratura geologica.
Ma in valle Lagorara si trova la più antica, longeva (per durata di attività) e ampia cava di diaspro e radiolarite conosciuta. In Liguria Orientale non si trova l’ossidiana ed è rara la selce, rocce adatte alla preparazione dei più antichi utensili usati dall’uomo. Ma in Valle Lagorara ci sono diaspri, selci a radiolari e radiolariti. Sono rocce molto particolari ed essenzialmente silicee. Questa loro caratteristica è stata riscontrata e sfruttata anche dall’uomo che, cinquemila anni fa, ha scoperto l’affioramento di Valle Lagorara ed aperto la cava. E nel frangente ha perfezionato le tecniche estrattive e di scheggiatura. Basti pensare che gran parte dei mazzuoli per l’estrazione del diaspro sono di eclogite, una roccia la cui presenza più prossima è nel ponente ligure.

Un’anguilla in Cattedrale

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È purtroppo ricorrente che si allaghi l’area archeologica presente sotto il pavimento della Cattedrale di Brugnato (SP). È stato molto originale che in una di quelle occasioni si sia trovata a nuotare nell’area archeologica un’anguilla. Era l’ottobre del 1998. Aveva piovuto abbondantemente e con insistenza. Le infiltrazioni alla base dell’abside medievale erano perdurate. Anche la falda si era innalzata. Ma addirittura che fosse arrivata con le infiltrazioni un’anguilla viva e vegeta era apparso straordinario!

Caverne ossifere e Ursus spelaeus

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La Grotta dell’Orso di Cassana (Borghetto Vara) è la caverna ossifera che ha dato il primo ritrovamento in Italia. È il 1824 quando sono raccolti i primi resti fossili di un Ursus spelaeus. In precedenza ci sono rare notizie di ritrovamenti entro grotte. La prima descrizione scritta è della metà del settecento, pubblicata postuma, e si riferisce ai ritrovamenti di resti animali, soprattutto marini, fatti in Germania.

Il polje attivo di Caresana (Ricco’ del Golfo, SP)

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Copertina – Caresana, Comune di Riccò del Golfo. Nel gennaio del 2008 si è manifestata la timida riattivazione del polje ritenuto fino a quel momento una forma di carsismo ormai fossile. Cosa sono i polje I polje sono forme carsiche epigee (superficiali), chiuse ed arealmente molto ampie, da non confondersi con le doline. Nei casi più eclatanti possono […]

20 novembre 1637. Terremoto a Chiavari

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Copertina – Giotto, morte del fanciullo di Suessa. Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi, 1310. L’affresco del transetto destro riproduce dettagliatamente i meccanismi di collasso dell’edificio in muratura danneggiato dal sisma. Prologo Si sa, l’Italia è un paese sismico.Gli eventi ed i ricordi sono nella memoria di tutti. Così i terremoti più o meno intensi […]

Recensione Libro “I monti sono vecchi. Archeologia del paesaggio” di Roberto MAGGI

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Copertina – Immagine dell’addomesticazione della montagna. L’impiego protratto del fuoco controllato consente di costruire buoni pascoli alberati. I simboli degli antenati che proteggono la risorsa dai risentimenti della natura e informano gli stranieri che una comunità vanta su quella landa diritti derivati dagli investimenti effettuati col lavoro di generazioni (realizzazione grafica INKLINK, Firenze, da DE […]

I graffiti della Grotta di Diana (località Canossa di Mulazzo, Massa)

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Copertina – La parete “B” della Grotta di Diana (Figura 2c) con graffiti un idoliforme ed un “pugnale”. Il presente testo riprende i lavori in coedizione fra l’Autrice e Francesco MP CARRERA. In particolare: CARRERA e TOSATTI, 2014, 2015 e 2021. Prologo e premesse La Grotta è nota anche come Ca’ d’Diana o Grotta delle […]

La miniera di Rocchetta Vara (SP)

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Copertina – L’affioramento di diaspri con leccature di manganese che dal Monte Nero scende al torrente Gravegnola ed al monte Sovrani, presso Rocchetta Vara (SP). Imprenditoria spezzina della seconda metà dell’Ottocento Con l’Ottocento e la presenza napoleonica si avvia l’evoluzione industriale, sociale ed economica della Spezia. lo stimolo allo sviluppo è innanzitutto l’idea di creare […]

Il Castellaro di Uscio

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Copertina – Lo scavo in corso di esecuzione nel luglio del 1983: Castellaro di Uscio, monte Borgo (Tribogna, Liguria Orientale). I castellari: insediamenti d’altura liguri Ancora alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, Marco TIZZONI (1976) scriveva che …nonostante i numerosi scavi eseguiti nei castellari liguri, a tutt’oggi non si è ancora riusciti a […]

Le vie per la ricerca del minerale nella protostoria: il caso massese

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Copertina – Particolare degli antropomorfi e della croce medievale del masso di Ciampa del Diavolo 2. Vie preistoriche e ricerca mineraria La Toscana nord occidentale comprende territori, notoriamente ricchi di minerali, che ricadono nel massiccio delle Alpi Apuane. Nel campo degli studi di archeologia montana e della viabilità antica, alcune ipotesi portano a credere che certe direttrici […]

Il marmo Rosso di Levanto

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Copertina – La vecchia cava di Rosso Levanto che si trova al di sotto del castello genovese e delle mura orientali della città, poco lontano dalla chiesa di Sant’Andrea. Foto MDS, 1982.  Il marmo Rosso Levanto ed il magico splendore del Borgo Fra il XII° ed il XIII° la Liguria Orientale ha registrato un diffuso […]

Vetriolo nella produzione seicentesca di Libiola (Liguria Orientale)

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Copertina – Le aree di sfruttamento del minerale nella miniera di Libiola, durante differenti periodi della sua lunga storia (CENTO e DEL SOLDATO, 2000). Il vetriolo nella produzione di Libiola È il 20 febbraio 1613. …Gio Francesco Chieroco, podestà di Sestri Levante dichiara di essersi recato nella villa di Libiola nel luogo detto Frexaro (…), dove è […]

Il convento delle Clarisse e la chiesa di Santa Cecilia della Spezia

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Copertina – L’ex convento delle Clarisse fra 1880 e 1884 (Arch.Priv. e Catalogo delle Epigrafi dello Spezzino). Prologo L’ex convento e la chiesa delle monache Clarisse di Santa Cecilia, o quello che ne rimane, sono l’ultimo testimone dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.  E qui i bombardieri alleati hanno colpito duro per la presenza dell’Arsenale […]

Un’altra sopra la fortezza di Portovenere di negro, e giallo e cavando le dette pietre si giova alla fortezza perché si slarga il fosso e saffonda… (6 luglio 1626)

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Copertina – Nell’immagine del 1985 sono ritratte le cave dietro ed a ridosso del castello di Porto Venere. Già nel 1610, Gio.Batta MORELLO aveva richiesto di aprire queste cave che, oltre a consentirgli di estrarre il portoro, avrebbero migliorato le difese della fortezza ampliandone ed approfondendone il fossato. Alienazione di fabbricato e terreni in località […]

Levanto: il castello dei Signori di Celasco

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Copertina – Pianta e sezione schematiche attraverso la vetta del monte Bardellone ed i ruderi del castello dei Signori di Celasco (da BERNABÒ BREA, 1941) Il castello dei Signori di Celasco sul monte Bardellone Una delle comunità residenziali più antiche del territorio di Levanto è quella altomedievale raccoltasi attorno al castello dei Signori di Celasco. […]

Levanto: la valle e la presenza umana

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Copertina – Andamento delle isobate (linee ad eguale profondità) del Bed Rock della pianura tettonica e, poi, erosiva di Levanto. Levanto: tettonica e neotettonica nell’origine della valle La tettonica, la sedimentazione e le oscillazioni glacioeustatiche sono i tre fattori all’origine della piattaforma del Mar Ligure-Alto Tirreno. Alle prime due si deve la creazione della valle […]

Agli albori dell’archeometallurgia in Liguria Orientale

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Copertina – Scorie e frammenti di minerale dispersi su una vecchia discarica di Monte Loreto. Da una foto della seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso. Premessa all’archeometallurgia in Liguria Orientale A cominciare dall’Ottocento, la Liguria è stata ricordata nella letteratura paletnologica per le caverne ed i ritrovamenti dei Balzi Rossi (ROSSI, 1886, ISSEL, 1892), […]

Un’improbabile “Stonehenge” in Val di Vara

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Copertina – La Piana Damisa (Comune di Zignago, La Spezia) vista verso Sud-Est. Sullo sfondo si intravede il paese di Suvero. Foto archivio MDS, 1995 Prologo ad un’improbabile Stonehenge in Val di Vara Fra le tante storie fantasiose che vengono da lontano c’è anche quella di un osservatorio preistorico a Piana Damisa in Val di […]