Gran parte dell’archeologia è fondata sulla definizione tipologica e artistica dei singoli manufatti. Ma è sempre più necessaria l’indicazione petrologica e geologica dei materiali naturali impiegati, al fine di comprenderne soprattutto la provenienza.
Dal ritrovamento fortuito di Giacomo Lena di una cippo a calotta con apice, inserito nell’orditura di un muro in località Pescoso del comune di Pescaglia, all’indagine patrologia per definirne una possibile area di reperimento del litotipo utilizzato per scolpirlo
Archivio Tag: #marmoapuano
Gran parte dell’archeologia è fondata sulla definizione tipologica e artistica dei singoli manufatti. Ma è sempre più necessaria l’indicazione petrologica e geologica dei materiali naturali impiegati, al fine di comprenderne soprattutto la provenienza.
Dal ritrovamento fortuito di Giacomo Lena di una cippo a calotta con apice, inserito nell’orditura di un muro in località Pescoso del comune di Pescaglia, all’indagine patrologia per definirne una possibile area di reperimento del litotipo utilizzato per scolpirlo
In copertina: particolare della stratigrafia del sottofondo di un pavimento a mosaico. Domus dei Mosaici, Mosaico del Circo Massimo di Roma (V sec. d.C.). Reading Time: 18 minutes Premessa alla via dei marmi di Luni Questa storia comincia nel 177 a. C.. È l’anno di deduzione della colonia romana di Luni, la città che raggiungerà […]
Un unico capitello figurato nel chiostro dell’isola del Tino: un leoncino, poi una rosetta ed un fiore su lungo stelo in mezzo a fogliami. Un pezzo unico. Le analisi petrologiche hanno indicato che il capitello è stato realizzato da un blocco di marmo aprano. Un riuso? Un elemento realizzato sul posto? In realtà, non c’è grande impiego di marmo apuano sui monumenti dell’isola. Un’importazione?
Sono stati cercati confronti, ma…
La campagna di scavo condotta a Luni nel 2021 dal Laboratorio di Topografia Antica e Archeologia Subacquea (dell’Università di Pisa) ha portato alla luce un grande pavimento a opus sentile. Particolarmente interessante è il grande tappeto centrale a cubi assonometrici ad effetto tridimensionale. Il pavimento caratterizzava il triclinio della domus B, inserita nel quartiere più prossimo al mare.





