Il marmo, una roccia metamorfica che ha da sempre attirato l’attenzione. Colore bianco avorio, finemente lavorabile, da mani esperte. Per la sua uniformità, lucentezza, colore e lucidabilità ha attirato artisti greci e romani, ma anche artigiani etruschi.
Dalle isole greche alle Apuane, dalla ricerca all’arte.
Le prime analisi petrografiche risalgono al 1991, ma altre in seguito ne hanno decretato l’utilità , soprattutto connessa ad analisi isotopiche, degli elementi in traccia e, comunque, storiche-archeologiche
Archivio Autore: Marco Del Soldato
L’esame del DNA, ripreso dalla scienza medico-legale, sono state applicate con successo in campo archeometrico. L’esempio del DNA e del marmo.
L’analisi degli isotopi di Ossigenno e calcio sono state applicate con successo in campo archeometrico. Questo è tanto più vero quando tali indagini sono coadiuvate con analisi petrografie, petrologiche e storiche.
Le lagune litorali o retro-ducali erano molto diffuse lungo le coste italiane. Ambienti naturali fragili, ma ricchi di potenzialità alimentari… e di golosità.
I Romani andavano pazzi per le ostriche che avevano imparato a distinguere per qualità. Ma soprattutto avevano imparato ad allevare, a gestire, selezionandole secondo metodiche idrauliche molto precise. La storia ricorda il primo goloso ideatore delle ostiaria di Baia in Caio Sergio Orata. Intuitivo, goloso ed opulento imprenditore edile della fine del II sec. BC
Negli ultimi cinquant’anni si sono succedute le indagini dirette (scavi, sondaggi e carotaggi) nella piana di Luni. Dai dati raccolti, in parte pubblicati ed in parte in fase di studio, emergono nuove ipotesi sull’ambiente antico su cui è sorta la Città di Luni.
Un’ipotesi… seppure puntuale.
Da un interessantissimo articolo la panoramica dei ritrovamenti di statue stele in Europ
Già dalle prime rappresentazioni cartografiche cinquecentesche della Pianura del Magra è stato possibile immaginare le locali situazioni ambientlali. L’evoluzione topografica è stata spesso fondamentale ed i raffronti anche molto significativi.
Poi, negli ultimi cinquant’anni, si sono succedute le indagini dirette (scavi archeologici- stratigrafici, sondaggi e carotaggi) distribuiti nella piana di Luni. Dai dati raccolti, in parte pubblicati ed in parte in fase di studio, emergono nuove ipotesi sull’ambiente antico sul quale è sorta la Città di Luni.
Un’ipotesi, seppure puntuale, sarà una base di partenza…
Ma altre ne seguiranno e, infine, si potrà costruire un’immagine sempre più attendibile.
La peste. una catastrofe senza difesa apparente. Ma è stata sempre ed ovunque una calamità? Un male? Una disgrazia? O, in qualche caso, è stata una protezione? Fino al 1630 non c’è stata una volontà. Ê stata naturale. Ma quante volte l’avidità umana ha tentato di provocare la peste chimica? per interesse o smania di potere?
La peste. una catastrofe senza difesa apparente. Ma è stata sempre ed ovunque una calamità? Un male? Una disgrazia? O, in qualche caso, è stata una protezione? Fino al 1630 non c’è stata una volontà. Ê stata naturale. Ma quante volte l’avidità umana ha tentato di provocare la peste chimica? per interesse o smania di potere?
La peste. una catastrofe senza difesa apparente. Ma è stata sempre ed ovunque una calamità? Un male? Una disgrazia? O, in qualche caso, è stata una protezione? Fino al 1630 non c’è stata una volontà. Ê stata naturale. Ma quante volte l’avidità umana ha tentato di provocare la peste chimica? per interesse o smania di potere?
La peste. una catastrofe senza difesa apparente. Ma è stata sempre ed ovunque una calamità? Un male? Una disgrazia? O, in qualche caso, è stata una protezione? Fino al 1630 non c’è stata una volontà. Ê stata naturale. Ma quante volte l’avidità umana ha tentato di provocare la peste chimica? per interesse o smania di potere?
La Folaga (Fulica atra o poul d’eau oltralpe) è un uccello acquatico. Dall’Ottocento è stato molto ricercato per la sua caccia, tanto da essere soggetto a battute con centinaia di partecipanti. Erano le cosiddette “tele alla Folaga”, vere e proprie stragi. Erano praticate lungo i grandi specchi d’acqua, in particolare, di Burano, Orbetello, Massaciuccoli, Bracciano, etc.. Queste battute erano addirittura indette dai Sindaci. Avevano, o volevano avere, anche un aspetto sociale dato che, in qualche caso, la grande quantità di carne veniva devoluta agli ospedali.
Accomunare la frana del Vajont a quella di Nascemi manifesta una profonda ignoranza delle cause scatenanti i due fenomeni, ma anche della storia. Il Vajont si è verificato per la negazione della pericolosità del Monte Toch imposta da un interesse apparentemente sociale, ma realmente economico. Senza contare il numero di vittime ignare e innocenti che ha prodotto. La frana di Nascemi è la semplice continuazione di un fenomeno naturale noto dal Settecento, che si è ripetuto e che continuerà a ripetersi in futuro. Per altro un fenomeno inarrestabile che si programmerà all’indietro innescando altri futuri crolli in seno all’abitato. Un fenomeno che fortunatamente non ha prodotto vittime.
L’arsenico (As, n.at. 33) è un semimetallo naturale, tossico in forma inorganica, presente in suolo, acqua e alimenti (riso, pesce), che causa problemi di salute come malattie cardiovascolari, neurologiche, metaboliche e tumori con esposizione cronica, con forme organiche meno dannose, e viene usato nell’industria dei chip; si trova in varie forme (polvere grigia, ecc.), con configurazione elettronica.
L’arsenico è molto diffuso in natura e si trova anche nei minerali. Per esempio, nell0arsenopirite aurifera della Valle Anzasca. Qui ha creato problemi metallurgici nell’industria dell’oro poiché inibiva la cianurazione
Le streghe. Un fenomeno reale o di comodo? Dai riti celtici alle streghe bambine di Albenga è storia. Ma quello che è successo in seguito, durante l’Inquisizione sa di propaganda, di partigianeria, di controllo violento del potere
Qualche anno fa trovato un fossile di lupo vissuto circa 50mila anni fa. Circa 33mila BP diventa mansueto fino a dar vita al cane. A metà del secolo scorso gli ultimi lupari mostravano i lupi come trofei nelle campagne. Ritorna il Lupo e aggredisce i greggi. Ricomincia la caccia fino a trovare il Lupo impiccato… La testa di Lupo come trofeo o avvertimento…
Qualche anno fa trovato un fossile di lupo vissuto circa 50mila anni fa. Circa 33mila BP diventa mansueto fino a dar vita al cane. A metà del secolo scorso gli ultimi lupari mostravano i lupi come trofei nelle campagne. Ritorna il Lupo e aggredisce i greggi. Ricomincia la caccia fino a trovare il Lupo impiccato… La testa di Lupo come trofeo o avvertimento…
La storia del Marmor Carystium (Cipollino). Una storia che viene da lontano. Una storia sopita. Un marmo dimesso, non molto scenografico e appariscente. Impiegato in antichità, ma oggi misconosciuto.
La storia del Marmor Carystium (Cipollino). Una storia che viene da lontano. Una storia sopita. Un marmo dimesso, non molto scenografico e appariscente. Impiegato in antichità, ma oggi misconosciuto.
La storia del Marmor Carystium (Cipollino). Una storia che viene da lontano. Una storia sopita. Un marmo dimesso, non molto scenografico e appariscente. Impiegato in antichità, ma oggi misconosciuto.
Prima parte: nei classici.
Le prime citazioni e descrizioni fino al Vasari. Quindi i geologi e gli archeologi
Sono circa 80000 anni che il maiale convive con l’uomo. Indole tranquilla e per nulla invadente. Si nutre praticamente di tutto e, per questo non invade i campo degli altri animali del corteggio agricolo. Si accontenta di fare lo spazzino. Nonostante questo regala tutto se stesso, nel senso che di esso tutto si utilizza
Sono circa 80000 anni che il maiale convive con l’uomo. Indole tranquilla e per nulla invadente. Si nutre praticamente di tutto e, per questo non invade i campo degli altri animali del corteggio agricolo. Si accontenta di fare lo spazzino. Nonostante questo regala tutto se stesso, nel senso che di esso tutto si utilizza
Sono circa 80000 anni che il maiale convive con l’uomo. Indole tranquilla e per nulla invadente. Si nutre praticamente di tutto e, per questo non invade i campo degli altri animali del corteggio agricolo. Si accontenta di fare lo spazzino. Nonostante questo regala tutto se stesso, nel senso che di esso tutto si utilizza
Dall’archeologia, dalla pittura, dalla scultura, dalla letteratura e dalla fotografia traiamo informazioni su come si vestivano i nostri antenati. I loro abiti erano una conseguenza di molti fattori, la disponibilità di materiali (cotone, lana, pelli,…) dell’abilità ditrattarli (concia, filatura,..) e trasformarli in abiti o vestiti. Ma uno problemi a cui fare fronte era certo anche il clima…
Qualche tempo fa un’amica, storica-archeologa locale, mi aveva parlato di voci circa il ritrovamento di un relitto nella pianura del Magra. Poi un post su un social ricorda lo stesso “si dice”, assieme ad altri due… riferiti ad aree circostanti…
Quindi dal recente scavo archeologico di una “domus” prossima al mare, emerge un mosaico che riporta una… poi due silhouette di imbarcazioni romane…
Segue un articolo e un lettore suggerisce un’immagine di Google Earth… qualche verifica… molti indizi convergono… potrebbe proprio essere quanto rimane dei ruderi di San Matteo…
Mi recavo spesso in Valle Anzasca, prima in vacanza e poi per studiare le miniere d’oro. A quel tempo non c’era ancora la Voltri-Alessandria-Santià e si doveva attraversare la Lomellina borgo dopo borgo, risaia dopo risaia.
Oggi l’autostrada passa piu o meno nello stesso territorio, ma non c’è più quell’atmosfera di vita. Non si vedono piu le operaie a gruppetti in bicicletta, non si passa per le cascine che vendono il riso, non si incontra più la Sagra del Salame d’Oca, Chissà forse non viene piu fatta…
Da Ponente a Levante lungo i percorsi viari principali, dove non c’era un ponte o un guado, c’era una scafa. Pagando un obolo diversificato era li per traghettare merci, persone e animali
Un dumper da miniera per l’alluvione di Vernazza (ottobre 2015)
Da Ponente a Levante lungo i percorsi viari principali, dove non c’era un ponte o un guado, c’era una scafa. Pagando un obolo diversificato era li per traghettare merci, persone e animali
Qualche tempo f un’amica, storica-archeologa locale, mi aveva parlato di voci circa il ritrovamento di un relitto nella pianura del Magra. Poi un post su un social ricorda lo stesso “si dice”, assieme ad altri due… riferiti ad aree circostanti…
Quindi dal recente scavo archeologico di una “domus” prossima al mare, emerge un mosaico che riporta una… poi due silhouette di imbarcazioni romane…
Faesulae, Fisole, non è stato solo un luogo idilliaco di rifugio e riflessione, ma anche un’immensa pietraia incombente su Firenze, segnata dal colore piombo delle sue cave. Ecco, questa era la Fiesole del BOCCACCIO. Una città ricca di testimonianze per l’estrazione e la lavorazione della Pietra Serena. Prima gli Etruschi ed i Romani, poi dedicata all’architettura ed all’espansione dal XIII al XV secolo di Firenze.




























