Le lagune litorali o retro-ducali erano molto diffuse lungo le coste italiane. Ambienti naturali fragili, ma ricchi di potenzialità alimentari… e di golosità.
I Romani andavano pazzi per le ostriche che avevano imparato a distinguere per qualità. Ma soprattutto avevano imparato ad allevare, a gestire, selezionandole secondo metodiche idrauliche molto precise. La storia ricorda il primo goloso ideatore delle ostiaria di Baia in Caio Sergio Orata. Intuitivo, goloso ed opulento imprenditore edile della fine del II sec. BC
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L’attività della caldera dei Campi Flegrei era nota già ai Romani che, nel primo secolo, avevano predisposto barriere a salvaguardia delle ingestioni marine indotte dalla subsidenza del suolo.
Sistema vulcanico quiescente, ma con ciclici momenti di riattivazione. Ultimo di questi nel 1538 con l’eruzione che ha “creato” il cono di tufo del Monte Nuovo.
Attualmente continui e ripetuti accenni di attività profonda, preparatoria, ma che necessita di continui studi e modellazioni (gli ultimi appena pubblicati), monitoraggi e vigile attesa.


