Archivio Categoria: Natura e Ambiente

Atlante Morfologico delle Strutture Lignee Spiniformi

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Durante i mesi di luglio e agosto del 2026 sono. state eseguite una serie di osservazioni nelle peccate de Les Briesses nel Vallese (CH).
In una prima fase è stato prodotto un articolo esplicativo-divulgativo sulle strutture lignee spiniformi (SLS) documentate su ceppi e tronchi di Picea abies e Abies alba. Successivamente è stato predisposto il relativo Atlante Morfologico

Non è opera di un bracconiere

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Un tronco cavo… una serie di aculei… sembra una trappola… Misue, foto, ricerche… No, non è opera di un bracconiere, ma della natura…
Si tratta del normale processo di alienazione del legno morto, soggetto all’azione di organismi xilofagi, oltre quello della pioggia, neve, sole, vento

Due fori sulla superficie di un vecchio ceppo…

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Un vecchio ceppo nella pecceta. Sulla superficie due fori circondati e rivestiti di fili d’erba e aghi di pino intrecciati con seta di ragno.
Ma i ragni fanno le ragnatele. Sono alcuni coleotteri o imenotteri and essere xilofagi.
Una storia che viene da lontano racconta anche di ragni, rari, che preferiscono occupare i “buchi” fatti da altri per loro rifugio

Nel nido del Regolo (Regolus, regolus)

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Una passeggiata nella foresta. Una forma strana ai piedi di un abete. Cosa può essere? Chi può averla “costruita”? Perché è li?
Domande spontanee e cercarne le risposte racconta altre storie venute da lontano…

Folaga (Fulica atra o poul d’eau)

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La Folaga (Fulica atra o poul d’eau oltralpe) è un uccello acquatico. Dall’Ottocento è stato molto ricercato per la sua caccia, tanto da essere soggetto a battute con centinaia di partecipanti. Erano le cosiddette “tele alla Folaga”, vere e proprie stragi. Erano praticate lungo i grandi specchi d’acqua, in particolare, di Burano, Orbetello, Massaciuccoli, Bracciano, etc.. Queste battute erano addirittura indette dai Sindaci. Avevano, o volevano avere, anche un aspetto sociale dato che, in qualche caso, la grande quantità di carne veniva devoluta agli ospedali.

Attenti al Lupo! Qual’è il Lupo? 2. Dal luparo al pastore abruzzese

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Qualche anno fa trovato un fossile di lupo vissuto circa 50mila anni fa. Circa 33mila BP diventa mansueto fino a dar vita al cane. A metà del secolo scorso gli ultimi lupari mostravano i lupi come trofei nelle campagne. Ritorna il Lupo e aggredisce i greggi. Ricomincia la caccia fino a trovare il Lupo impiccato… La testa di Lupo come trofeo o avvertimento…

Attenti al Lupo! Qual’è il Lupo? 1. Dal Pleistocene a Luni

Immagine richiamata nel testo

Qualche anno fa trovato un fossile di lupo vissuto circa 50mila anni fa. Circa 33mila BP diventa mansueto fino a dar vita al cane. A metà del secolo scorso gli ultimi lupari mostravano i lupi come trofei nelle campagne. Ritorna il Lupo e aggredisce i greggi. Ricomincia la caccia fino a trovare il Lupo impiccato… La testa di Lupo come trofeo o avvertimento…

Lomellina… non solo riso

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Mi recavo spesso in Valle Anzasca, prima in vacanza e poi per studiare le miniere d’oro. A quel tempo non c’era ancora la Voltri-Alessandria-Santià e si doveva attraversare la Lomellina borgo dopo borgo, risaia dopo risaia.
Oggi l’autostrada passa piu o meno nello stesso territorio, ma non c’è più quell’atmosfera di vita. Non si vedono piu le operaie a gruppetti in bicicletta, non si passa per le cascine che vendono il riso, non si incontra più la Sagra del Salame d’Oca, Chissà forse non viene piu fatta…

Rapallo, mare forza sette…

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L’ultimo fortunale che ha colpito Rapallo, nel 2018, ha lasciato ingentissimi danni.
Seguendo le tracce della storia, è stato solo il ripetersi di drammi analoghi, il ripetersi di lutti, il ripetersi di naufragi.
E poi di naufragi durate le guerre che hanno avuto come quadro il mar Ligure.
Ne sono prova i relitti sparsi lungo costa, i ritrovamenti casuali di anfore o altri oggetti di uso comune e commerciale e… gli ex voto di chi si è salvato dalla morte

Le dune, un ambiente fragile

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Da alcuni giorni è vivida, sui media e sui social, una polemica sul concerto di Jovanotti previsto sulla spiaggia di Vasto. Il problema? La spiaggia di Vasto è una zona protetta, o meglio lo era… La zona di vasto è una spiaggia caratterizzata da un ambiente dunale. O meglio lo era perché già una volta è stata distrutta per fare posto alle attrezzature per il concerto e poi è stata ripristinata. A questo punto definire quell’area (ex protetta) un ambiente naturale è un po’ azzardato. Rifare il concerto dopo la rinaturalizzazione della spiaggia è discutibile.
La spiaggia di Vasto era protetta perché è un’ampia area dunale. Non si vuole qui entrare nel merito dell’opportunità o meno di spianare un’area di spiaggia con un sistema di dune (naturali o meno) e di portarci 50.000 persone urlanti e scatenate. In questa sede si cercherà solo di spiegare cos’è un ambiente costiero a dune.