Il marmo, una roccia metamorfica che ha da sempre attirato l’attenzione. Colore bianco avorio, finemente lavorabile, da mani esperte. Per la sua uniformità, lucentezza, colore e lucidabilità ha attirato artisti greci e romani, ma anche artigiani etruschi.
Dalle isole greche alle Apuane, dalla ricerca all’arte.
Le prime analisi petrografiche risalgono al 1991, ma altre in seguito ne hanno decretato l’utilità , soprattutto connessa ad analisi isotopiche, degli elementi in traccia e, comunque, storiche-archeologiche
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I marmi della Grecia. I marmi greci, materia, risorsa geologica, scultura, arte.
Una grande quantità di materiali. Dai marmi come definiti dalla geologia e petrografia, alle brecce. Tutti litotipi con caratteristiche particolari. Manufatti rimasti nella storia dell’arte e che hanno lasciato un segno profondo nella storia dell’arte di non solo greca.
Il fascino del Marmo, il Marmo classico Lunense o Apuano. Bianco e statuario. Ma quanti altri marmi. Il Marmo di Punta Bianca. E poi i non Marmi: le brecce, i calcari, le ofioliti, fino alla Pietra Paesina. Belli, lucidatili, lavorabili, originali, ornamentali, materie d’arte. Sono un’infinità. Talvolta piccoli giacimenti sfruttati in una sola cava. Ma ne restano i nomi evocativi e le opere.



