Copertina – Vista azimutale di un nido di Regolus ritrovato da Patrizia G. a terra nella foresta die Les Briesses a Crans Montana (Vallese, CH).
Complessa architettura strutturale realizzata in prevalenza con muschio intrecciato e rinsaldato da seta di ragno, poi mimetizzato con licheni. La struttura era, in origine, incollata ad un ramo di Abete rosso.
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Preambolo
Luglio.
Giorni fa à piovuto ed ha bagnato il bosco.
Poi ha fatto caldo.
Persone informate suggeriscono, a fil di voce, che cominciano a nascere i funghi.
Allora, una passeggiata nella foresta di Briesses, presso Crans Montana, nel Vallese.
Il solito passaggio di fianco alla torbiera (Figura 1, Figura 2, Figura 3 e Figura 4).
Quindi addentrarsi fra Abeti rossi (Picea abies; Figura 5) e qualche Larice (Larix decidua; Figura 6).
Ma il terreno è poco umido… a tratti secco… Il bosco è fresco e spira una dolce brezza da ostro.
Ad un certo punto, guardando a terra, si scorge una strana forma vegetale… ne spuntano numerose, vaporose, impalpabili e candide piume… non è una pianta… Non si è consumato un dramma, …è un nido caduto dall’albero incipiente, per il vento dell’altra sera…
Intorno non ci sono tracce, non ci sono uova o frammenti, non ci sono vittime… Probabilmente il nido era ancora in costruzione oppure era già stato abbandonato dopo i primi voli dei giovani, piccoli, ospiti.
Cercheremo di capire.
Il nido… del Regolus
È una struttura decimetrica, in base alla scala di riferimento (Copertina e Figura 16), ed ha forma, molto particolare, di coppa profonda e allungata, in parte anche per l’impatto dopo la caduta (Figura 17),
L’esterno è cosparso da uno spesso strato di licheni fogliosi grigio-verdi. I lobi larghi, la superficie reticolata ed i margini chiari riportano ai generi Parmelia, Hypogymnia o simili; Figura 22, Figura 23 sn e Figura 27). I licheni non assumono alcuna funzione strutturale. Sono applicati sulle pareti esterne del nido allo scopo di mimetizzarlo.
Al di sotto, la struttura portante è un’intelaiatura di muschio compresso, con i fustini sovente intrecciati fra loro e con abbondanti filamenti di tela di ragno (Figura 28).
Non sono presenti rinforzi di fango e neppure di rametti intrecciati. È una struttura tenuta insieme e rinsaldata da ragnatele e fibre vegetali.
L’interno è abbondantemente foderato con piume fini.
L’abbondanza di piume interne è caratteristica del Regolus. Il rivestimento interno può essere talmente soffice che i pulli sembrano sprofondare nel nido (Figura 7).
Altra caratteristica di questo nido è che era sospeso all’estremità dei rami penduli di un abete. Lo manifesta, in particolare, la struttura arcuata di un’estremità del nido (Figura 20). Era fissato sotto un ramo laterale, probabilmente nella parte terminale di un ramo d’abete di 3-4 cm di diametro. Muschio, fibre vegetali e soprattutto le ragnatele sono intrecciate attorno al ramo ed ai rametti secondari. In questo caso, il peso del nido viene sostenuto dall’alto e non dal basso. Il risultato eccolo: una struttura appesa che oscilla leggermente con il vento.
Altri vantaggi, ecologici, di questo assetto sono la difficoltà di essere raggiunto da molti predatori ed il perfetto mimetismo tra i ciuffi dei medesimi licheni che crescono sui rami degli abeti. Ne consegue l’ipotesi che il nido sia stato realizzato in due tempi, prima tutta la parte strutturale e quindi il metizzamento esterno con i licheni.
Per contro, il rischio è che quando un ramo sbatte o si rompe per il vento, il nido cada.
Nel suo complesso è un’architettura molto complessa e particolare. Il suo autore è quasi certamente un piccolo Regolo (Regulus regulus; Figura 13), l’uccellino che costruisce uno dei nidi più elaborati fra i passeriformi europei.
In alternativa si può pensare al Fiorrancino (Regulus ignicapilla; Figura 12), che costruisce un nido quasi indistinguibile da quello del Regolo e convive con quello nelle peccete montane svizzere. Oppure si potrebbe pensare al Codibugnolo. Anche quest’ultimo realizza un nido ricoperto di licheni, ma è decisamente chiuso, a palla, con una piccola apertura laterale (Figura 29).
Le piume nel nido di Regolus
Anche le piume presenti nel nido sono fonte di informazioni e osservazioni di tipo ecologico.
L’analisi è stata eseguita su alcune piume abbastanza integre, in modo da poter avanzare considerazioni, anche se non sufficienti per un’identificazione certa delle specie di provenienza.
La parte piumosa (plumulacea) è predominante, mentre la parte compatta (pennacea) è ridotta. Lo scopo prevalente ne è stato l’isolamento termico.
Piccole piume banche e soffici frutto di raccolta finalizzata all’imbottitura.
Il Regolo e il Fiorrancino sono usi raccogliere qualsiasi piuma morbida che trovano nel bosco. Di preferenza piumino di colombi e columbidi, piume di cincia e di fringuelli. Queste piume (Figura 15dx e Figura 32) sono difficilmente distinguibili e riconoscibili.
Le piume più grandi a base bianca e soffice, parte centrale nera ed estremità a bande bianche e nere (Figura 15sn e Figura 32 centro) sono, probabilmente, da riferire ad una Cincia mora (Periparus ater; Figura 8) o ad una Cinciallegra (Parus major; Figura 11); con minore probabilità ad una Cincia dal ciuffo (Lophophanes cristatus; Figura 10). Infatti, le cince hanno remiganti e copritrici con apici bianchi che formano le classiche barre alari.
Molto interessante pare la piuma di Figura 33 poiché, a differenza delle altre, non è una piuma di piumino, ma una piuma del contorno del corpo (copritrice/scapolare) o del fianco.
È circa 3,5 cm, con rachide molto sottile e chiaro, vessillo quasi uniforme bruno-verdastro senza barre né macchie, apice arrotondato e base soffice, grigiastra. È molto improbabile appartenga all’autore del nido, seppure sia possibile. Infatti la femmina perde qualche piuma dal petto o dal ventre (la cosiddetta placca incubatrice) durante la cova.
L’ipotesi più probabile è che sia compatibile con una delle Cince già ricordate.
Il Regolo, ma anche il Fiorrancino, potrebbero aver raccolto queste piume dal terreno, dopo la muta, oppure da una preda di Sparviero (Figura 30).
Il gran numero di piume presenti nel nido è coerente con la biologia dei Regulus (Figura 13 e Figura 14).
Negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, alcuni ornitologi europei contarono il numero di piume presenti nei nidi raccolti dopo la stagione riproduttiva. I risultati sono stati sorprendenti. Alcuni nidi contenevano addirittura oltre un migliaio di piume. Naturalmente la maggior parte di queste erano minuscole piume del corpo dei Regolus.
È uno dei rivestimenti più ricchi che si conoscano tra i passeriformi europei.
Figura 7 – Nido di Regolus regolus con la femmina in atteggiamento di imboccare i pulli. Creato con ChatGPT Image, lug 2026
Il Regolo (Regolus, regolus)
Il Regolo (Regolus, reggolus, Linnaeus, 1758) è un passeriforme della famiglia Regulidae Vigors, 1825 e della superfamiglia Reguloidea
Il nome deriverebbe dal latino Piccolo Re o Principe per via della piccola macchia gialla (Figura 13) o arancione (Figura 14) sul capo, assimilata, in antico, ad una corona.
Plinio il Vecchio, e prima di lui Aristotele, ricordavano un’antica favola sulla contesa del regno animale. Gli uccelli decisero di incoronare loro re quello che fosse riuscito a volare più in alto. L’aquila fu la prima a cimentarsi, ma quando cominciò ad accusare la stanchezza, spuntò fuori dalle sue piume un piccolo uccellino. Questo uccellino era il Regolus che, in quel modo, riuscì a volare più in alto dell’aquila pretendendo, per questo, la corona.
In Svizzera, il Regolo, chiamato Roitelet huppé, è molto diffuso. Si trova soprattutto nella regione del Sopraceneri dov’è presente al di sopra del 1100 metri di altitudine.
Ha il primato di essere il più piccolo uccello d’Europa con i suoi 9 cm ca. di lunghezza, 13-16 cm di apertura alare e 5-7 grammi di peso.
È strettamente legato alle conifere ed in particolare all’Abete rosso.
Il suo habitat sono le foreste mature di Abete rosso o bianco, ma anche le peccete miste e, talvolta i boschi misti con faggio e conifere.
In queste situazioni ricerca il cibo, sempre, nella porzione apicale della chioma.
La sua alimentazione è data da afidi, ragni, larve, piccoli coleotteri e ditteri. In inverno la integra anche con qualche seme e minuscoli frutti.
La femmina depone dalle 7 alle 12-13 uova. È un numero molto elevato se si pensa alla dimensione dell’uccello.
Le uova sono bianche e finemente punteggiate di rossiccio verso il polo maggiore (Figura 31).
L’incubazione dura 14-16 giorni ed i giovani lasciano il nido dopo circa 17-22 giorni.
Sovente vengono deposte due covate l’anno.
Il richiamo è un sottile …“zii-zii-zii”.… Il canto consiste in una serie molto rapida di note acute che terminano con una breve accelerazione.
Le frequenze sono così elevate che molte persone anziane faticano a percepirle.
Il Regolus, regolus, vive mediamente, in natura, 2-3 anni. In alcuni individui inanellati è stata riscontrata una longevità eccezionale che ha anche superato i 6 anni.
Scheda ornitologica del nido di Regolus regollus
Nella Scheda Ornitologica (Figura 34) vengono riassunti i dati essenziali per descrivere il nido e definire il suo costruttore.
Iconografia del nido:
- vista azimutale (Copertina e Figura 16);
- vista laterale del nido, con la coppa verso sinistra (Figura 17);
- vista laterale del nido, con l’attacco al ramo dell’abete in primo piano (Figura 18) ed a destra (Figura 19);
- particolare, in vista laterale, dell’attacco al ramo dell’abete (Figura 20 e Figura 21).
Struttura del nido:
- alcune riprese macro (obbiettivo APL-ZM100 xMAX + 1,2 iPhone 14) della struttura esterna del nido evidenziano i licheni di ornamento-mimetizzazione (Figura 22, Figura 23, Figura 24 e Figura 27), il muschio (Figura 26) ed i filamenti di tela di ragno (Figura 25 e Figura 28);
- la caratteristica forse più straordinaria del nido di Regolus è la sua elasticità. I filamenti bianchi, sottilissimi della seta di ragno attraversano il muschio e collegano i frammenti di lichene. Viene impiegata abbondante seta di ragno per fissare i licheni e dare elasticità al nido. La struttura potrà dilatarsi, senza traumi, man mano che crescono i pulli.
Dimensioni del nido:
- il nido misura circa 10,0 cm di lunghezza totale, 3,0 cm è il diametro interno, 4,0-4,5 cm di profondità, 4,0 cm di profondità della coppa ed 1,0 cm di spessore delle pareti.
La coppa è quindi molto profonda rispetto al diametro.
Il rapporto profondità/diametro è circa 1,4. È un aspetto tipico dei piccoli passeriformi che allevano numerosi polli in uno spazio ristretto.
Materiali impiegati:
- i principali maritali costruttivi sono il muschio (Figura 26) che è stato rinforzato mediante filamenti di ragnatela (Figura 23, Figura 25 e Figura 28) e minuti frammenti lignei o erbosi (Figura 24, Figura 26 e Figura 28):
- l’esterno è rivestito con parti di licheni fogliosi (Figura 7, Figura 22, Figura 23 e Figura 27) a scopo mimetico e non strutturale;
- all’interno sono presenti numerosissime piume a scopo di rivestimento, soprattutto della coppa. Sono essenzialmente piume di recupero da terra di Cincia mora (Figura 8), Cincia col ciuffo (Figura 10) ed altre (Figura 9).
Ritrovamento e posizione del nido:
Il nido è stato trovato in giacitura secondaria, ai piedi di un Abete rosso (Figura 5) dal quale è caduto, presumibilmente, per un colpo di vento. Il luogo di ritrovamento, avvenuto il 5 luglio 2026, è la pecceta de les Briesses (circa 1330-1370 m s.l.m.) a Crans Montana, in Vallese (CH).
Non è stato possibile definire la posizione sul ramo, né l’altezza da terra alla quale si trovava, in origine, il nido.
Le caratteristiche del nido sembrano rientrare perfettamente nella tipologia costruttiva, nota, per il Regolo e, con bassissima probabilità per il Fiorrancino. Tuttavia, seppure in assenza di un elemento univoco riferibile al costruttore (ad esempio un frammento di guscio d’uovo) la diagnosi probabilistica protende fortemente per il Regolus, regolus (Figura 13 e Figura 14).
Concludendo, la classificazione più corretta per individuare l’autore del nido è:
Genere: Regulus
Specie: R. regulus (con probabilità del 99-97%) / R. ignicapilla (con probabilità del 1-3%)
Note di aggiornamento
Un breve ma intenso filmato sul Regolus regolus.
Una piccola chicca da FB_Rubino_Wildlife_Photo pubblicato l’8 luglio 2026
Maggia, Canton Ticino, Svizzera
Locarno, Canton Ticino, Svizzera
Leventín, 6535 Roveredo, Svizzera
Blenio, Canton Ticino, Svizzera
Bellinzona, Canton Ticino, Svizzera
Crans-Montana, Vallese, Svizzera
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