Studio gravimetrico della Miniera di Gambatesa (1968)

Copertina

Copertina – L’area Visagna-Monte Comarella della vecchia Concessione Gambatesa Nuova (1985). L’area è compresa all’interno dei due vertici (n. 1, Visagna, e n.9, c/o la Colla sopra Gambatesa) che delimitavano la concessione. È anche l’area nella quale fu esperito nel 1968 il rilievo gravimetrico da parte dell’Università di Losanna.

Reading Time: 16 minutes

L’area di ricerca Visagna-Monte Comarella

La zona è costituita dal versante Est-Nord Est del Monte Comarella (Figura 1 e Figura 2). La si raggiunge percorrendo la strada da Botasi alla località Visagna e da qui fino al valico di q. 755. Un sentiero, che corre lungo il fianco della montagna, porta alla zona degli affioramenti. Questi distano dal valico di q. 755 circa mezzo chilometro e sono ubicati circa 20 metri più in alto del sentiero… (DEL SOLDATO, s.d.).

Le ultime ricerche in area Visagna – Monte Comarella

Le ricerche svolte nel 1983 in area Visagna-Monte Comarella hanno avuto per oggetto l’ultima porzione settentrionale, e variamente dislocata da lineazioni tettoniche, del lungo affioramento (orientato circa N-S) dei dispri di Gambatesa. La sequenza, che dalla potenza dei diaspri di Gambatesa tende via via ad anastomizzarsi procedendo verso nord, sparisce poi a circa 500 metri dal Passo della Camilla. Contestuale è un innalzamento della copertura sedimentaria in facies di Calcari a Calpionelle e, marginalmente, della Formazione delle Argille a Palombini (Figura 3).
In prossimità di quest’ultima zona di faglia, a quota circa 720 metri s.l.m., poco sopra i Calcari a Calpionelle, è stato identificato un affioramento di minerale (Figura 4 e Figura 5) che all’analisi ha fornito un contenuto in Mn del 17,50%. L’affioramento si può seguire per alcuni metri lungo il versante (una ventina di metri sopra il sentiero), con tendenza ad immergersi in posizione di reggipoggio ed un’inclinazione di circa 60°… (DEL SOLDATO, 1983).
La mineralizzazione è costituita da un banco della potenza di 0,50-1,00 metri, affiorante; lo si può seguire per circa 100 mt., interrotto però da zone sterili o mascherato dai detriti. Una serie di faglie ha dislocato il banco per vari metri. Fu individuato dal sottoscritto circa 20 anni fa e nulla fu mai fatto perché eventuali lavori dall’esterno avrebbero fatto rotolare il materiale di scavo nella zona sottostante dove esistono varie case abitate. Onde aggirare tali difficoltà furono eseguiti (nel 1965) dall’interno (9° TB Est 595) fori di sonda (n. 281 e n. 282) i quali però non esplorarono la zona per difficoltà di avanzamento (Figura 16, Figura 17Figura 6). Finalmente nel nov. 1970 fu ritentato col sondaggio n. 88 e questo, dopo aver attraversato m. 71 di calcare, iniziò l’avanzamento in diaspro esplorandone m. 61 (Figura 7 e Figura 6). In totale mt. 132 come risulta dall’allegato bollettino di sonda(DEL SOLDATO G., s.d.).

Figura 3 (DEL SOLDATO, 1983): 
Allegato 8. Ricerche Visagna Monte Comarella.
Legenda – litologie: FeG, ferrogabbri; D, basalti; d, Formazione dei Diaspri di Monte Alpe; Cc Formazione dei Calcari a Calpionelle; Ap, Argille a Palombini. Simbologia: giacitura degli strati; faglie certe e presunte;  cigli di arretramento morfologico naturali e di scavo minerario; discariche; imbocchi di gallerie; strati minerali/mineralizzazioni.

Gli esiti della ricerca

Non fu raggiunto il diabase (termine obsoleto, all’epoca ancora in uso per il basalto) ma osservando l’unita sezione si può dedurre che ben pochi metri di diaspro distavano dal contatto col diabase e si può ritenere che intorno a quella zona non vi sia traccia di Mn. D’altra parte, fra gli affioramenti individuati e il foro n. 88 ci sono circa 150 metri (Figura 6). Distanza, sufficiente per contenere una buona quantità di Mn. In contrapposto, l’andamento della fascia dei diaspri è abbastanza uniforme e ciò esclude accumuli di una certa importanza, accumuli che usualmente sono contenuti in sinclinali o anticlinali.
Pertanto si può propendere più per un andamento tranquillo del banco con potenza limitata e tenori in Mn medio-bassi.
.. (DEL SOLDATO, s.d.)

Queste riflessioni condizionarono, alcuni anni dopo la SIL.MA. s.r.l. (nuovo concessionario), ad eseguire dei saggi dall’esterno. Tali saggi avrebbero dovuto avere una lunghezza di circa 150 mt per attraversare completamente la fascia dei diaspri. Sussistevano ancora le difficoltà di trasporto della sonda, del compressore, dell’acqua e dei rifornimenti in una zona senza strade.
Quindi, la SIL.MA. s.r.l. eseguì alcuni fori sugli affioramenti mediante un Cobra. In seguito furono minati, permettendo di raccogliere alcuni campioni abbastanza omogenei che all’analisi diedero circa 20% di Mn.
Tuttavia, le ricerche furono sospese dopo il prelievo dato lo scarso tenore di Mn. La lettura completa della minuta del rapporto fa ritenere che possa essere stata redatta nei primi anni Ottanta del secolo scorso. Conseguentemente la scoperta dello strato mineralizzato dovrebbe essere fatta risalire ai primi anni Sessanta del secolo scorso, quindi anche precedente all’indagine geofisica dell’Università di Losanna.

Lo studio gravimetrico dell’Istituto di Geofisica dell’Università di Losanna. Introduzione

A Gambatesa, come altrove, il substrato è costituito da rocce e da minerali che si caratterizzano per differenti gradi di densità.
Il metodo gravimetrico permette di individuare, partendo dalla superficie, piccole variazioni di densità del substrato. Nel caso di Gambatesa si spera che il metodo gravimetrico sia capace di mettere in evidenza il minerale di manganese, a condizione che gli ammassi che lo costituiscono siano abbastanza densi, abbastanza grandi ed abbastanza vicini alla superficie.
Sfortunatamente le eterogeneità del sottosuolo non sono i soli fattori ad influenzare le misure gravimetriche, ma giocano un ruolo importante anche le irregolarità topografiche. Uno studio gravimetrico è tanto più facile e fruttuoso quanto più il terreno è pianegginate… (MAYER DE STADALHOFEN C., 1968; Figura 8).

Lo studio gravimetrico dell’Istituto di Geofisica dell’Università di Losanna. I risultati

Il terreno accidentato di Gambatesa complica l’esecuzione delle misure e complica ancora di più l’elaborazione e l’interpretazione dei dati numerici.
Tuttavia l’impiego del computer ci ha permesso di predisporre dieci tavole precise le cui informazioni sono state riassunte sulla planimetria allegata (Figura 8 e Figura 9).
Su questa tavola abbiamo rappresentato:

  • la topografia, le tracce delle vostre sezioni geologiche, la posizione delle stazioni gravimetriche e le principali anomalie riscontrate.
  • Queste anomalie sono in numero di sei e presentano le seguenti caratteristiche:
    1. A nord-est, l’anomalia definita P.S. potrebbe essere originata da una presenza minerale, ma lo scarso numero di misure in questo settore non ci consente di essere affermativi;
    2. L’anomalia indicata M.C. coincide con del minerale noto. Questa anomalia, però, deborda verso nord-ovest delle zone riconosciute mediante i carotaggi e si può ipotizzare che segnali del manganese anche in questa posizione;
    3. L’anomalia segnata con una I ci sembra particolarmente interessante e converrebbe indagare quest’area più a fondo;
    4. L’anomalia S.F. è debole e di origine superficiale, fattori che la rendono incerta;
    5. Verso sud-est le due anomalie indicate con T sono semplicemente, crediamo, degli accidenti tipografici presenti in questo settore… (MAYER DE STADALHOFEN, 1968).
Immagine citata nel testo

Figura 10 – Allegato 9 da: SIL.MA. S.R.L. MINIERA DI GAMBATESA, 1983. Studio geologico-giacimentologico di alcune aree della media Val Graveglia, mirante all’individuazione di zone indiziate di mineralizzazione a manganese. (Relazione DEL SOLDATO M.). Archivio Privato. Area di Monte Comarella-Visagna: correlazione fra rilevamento geologico di dettaglio e posizione dell’anomalia gravimetrica segnalata dall’Università di Losanna.
Legenda – litologie: D, basalti; d, Formazione dei Diaspri di Monte Alpe; Cc Formazione dei Calcari a Calpionelle. Simbologia: giacitura degli strati; faglie certe e presunte; strati minerali/mineralizzazioni.

Lo studio gravimetrico dell’Istituto di Geofisica dell’Università di Losanna. Conclusioni

È impossibile stabilire per adesso se le anomalie segnalate sono dovute a presenze minerali od a semplici variazioni petrografiche.
Il nostro lavoro non deve essere considerato che una prima esperienza e sarà solo a seguito dei risultati di qualche sondaggio meccanico che si potrà stabilire se questa esperienza è stata positiva o negativa. Per tale motivo è nostro interesse, come quello della compagnia mineraria, che siamo molto desiderosi di essere tenuti al corrente dei prossimi risultati di ricerca. Losanna, dicembre 1968… (MAYER DE STADALHOFEN, 1968).
Tuttavia esisteva il modesto affioramento manganesifero. Così nel 1985 la Soc. SIL.MA s.r.l. promosse un approfondimento degli studi precedenti. Fu eseguito un rilevamento geologico di dettaglio  (Figura 3) su base topografica a scala 1:2.000 corredato di posizionamenti eseguiti con tecnica topografica speditiva mediante Tavoletta Monticolo (Figura 18).
Evidentemente il concetto guida all’origine dell’avviare di una nuova ricerca fu che, seppure …tutte le miniere di manganese della Val Graveglia sono iniziate da affioramenti preesistenti; ciò non deve portare a pensare che dove non affiora minerale, in zone più profonde, non vi sia minerale… (DEL SOLDATO, s.d.). Ma qui esisteva anche un piccolo affioramento, seppure di modesta ricchezza (sulla base di una sola analisi).

Le indagini ed i rilievi del 1986

La sequenza stratigrafica dei diaspri si presenta come una fascia continua a cominciare dal valletto che si origina dalla sella di q. 786 … seppure frequentemente dosturbata da cambiamenti di giacitura e faglie secondarie a rigetto limitato (mediamente valutabile sui 5-6 metri (Figura 3).
La sequenza dei diaspri è di spessore piuttosto limitato (30-40 m), seppure vi si possa constatare la presenza di diverse facies caratteristiche della serie della Val Graveglia (Unità del Bracco). Sono infatti presenti sia le radiolariti (a letto della sequenza) in prossimità del contatto stratigrafico con i basalti, che i (diaspri n.d.AA.) variegati, molto evidenti in concomitanza con i Calcari a Calpionelle (fra le qq. 716 e 741). Quest’ultima facies è sporadica e comunque sempre molto limitata… anche in prossimità del contatto tettonico con la Formazione delle Argille a Palombini … Molto rara ed apparentemente occasionale è la presenza di ftaniti scheggiose, scistose ed a grana più grossolana.
…L’affioramento manganesifero (Figura 4 e Figura 5) trova la sua naturale sede nella prima delle facies descritte e si localizza in prossimità del contatto coi basalti. La mineralizzazione è di tipo strato, di potenza variabile (fra 20 e 50 cm), talora compatta o cavernosa e commista ad una matrice silicea chiara. Sia superiormente che inferiormente è presente una fascia di impregnazione dei diaspri, per potenze variabili, materializzata da patine e “leccature” relegate nei giunti di strato e microfessure La mineralizzazione si può seguire con una certa continuità per lo sviluppo di circa 200 metri, seppure talvolta obliterata dalla copertura colluviale (disfacimento dei basalti e accumulo gravitativo dei frammenti) che risulta comunque sempre ridotta a pochi centimetri di spessore, o dislocata dai locali disturbi tettonici… (DEL SOLDATO, 1985).

Risultati finali e prospettive

Questa nuova indagine non apportò sostanziali informazioni a quanto già noto se non una definizione topografica accurata dell’affioramento.
La campagna geotecnica ipotizzata aveva costi diretti (lunghezza e numero di sondaggi da eseguire) ed indiretti (logistica, preparazione e gestione del cantiere) esagerati rispetto alle indicazioni geofisiche, di terreno ed analitiche disponibili.
Anche i modesti assaggi e campionamenti eseguiti sull’affioramento, come visto, non avevano aggiunto elementi nuovi e tali da convincere i concessionari a proseguire nelle ricerche per altro ulteriormente complicate dalla sopraggiunta L. 431/85, che imponeva nuovi vincoli ambientali sull’area, e quindi il progetto fu abbandonato.
Tuttavia, fu proceduto a correlare gli ultimi dati sperimentali con gli abbondanti elementi noti dei sottostanti cantieri afferenti al più importante giacimento manganesifero della regione, quello di Gambatesa (Figura 11, Figura 12, Figura 13, Figura 14 e Figura 15). Fu possibile, in definitiva, ipotizzare delle correlazioni, anche solo geometriche, con il seppur modesto affioramento manganesifero e l’incerta anomalia gravimetrica del Monte Comarella (Figura 15).
Il risultato ottenuto (Figura 15), seppure non sufficiente a giustificare una campagna di ricerca strumentale, ha comunque consentito una ricostruzione bidimensionale del giacimento di Gambatesa.

Figura 15 (DEL SOLDATO, 1983): 
Allegato 11. Ricerche Visagna Monte Comarella.
Legenda – litologie: verde rigato = basalti; rosa = Formazione dei Diaspri di Monte Alpe; giallo quadrettato =  Formazione dei Calcari a Calpionelle;  rosso = ammassi mineralizzati.

Bibliografia

DEL SOLDATO G. (s.d.). Minuta senza data e senza titolo di Rapporto Interno. Archivio Privato (Riproduzione vietata). Dal 1968 Responsabile della ricerca e dell’Impianto di Pian di Fieno (documento 1)
DEL SOLDATO M. (1983). SIL.MA. S.R.L. MINIERA DI GAMBATESA. Studio geologico-giacimentologico di alcune aree della media Val Graveglia, mirante all’individuazione di zone indiziate di mineralizzazione a manganese. Relazione. Archivio Privato (Riproduzione vietata).
DEL SOLDATO M. (1985). SIL.MA. s.r.l., 1985. Approfondimento d’indagine relativa ad un’area indiziata di mineralizzazione manganesifera: versante nord orientale del Monte Comarella (Visagna) definizione del giacimento – possibilità di ricerca alla luce delle nuove normative (Decreto Galasso – L. 431/85). Archivio Privato (Riproduzione vietata).
MAYER DE STADALHOFEN C. (1968). Nota-Rapporto. Istituto di Geofisica dell’Università di Losanna (CH). Archivio personale (Riproduzione vietata).

Questo articolo fa parte di una serie di scritti presenti sul sito relativi alla Val Graveglia ed alle sua storia mineraria legata alle miniere storiche di rame e manganese, ma anche ad altre variegate litologia.

Le risorse minerarie

  1. Val Graveglia mineraria: le risorse geologiche
  2. Lagorara: 5000 anni fa una cava di diaspro
  3. Foto Alta Val Graveglia, fra scorci mozzafiato, archeologia e antiche miniere
  4. Archeologia mineraria il Liguria Orientale

Le ricerche

  1. Monte Bianco: un po’ di archeologia e storia delle miniere
  2. Ritorna la ricerca mineraria in Liguria Orientale: il permesso “Monte Bianco”

Le miniere di manganese

  1. Molinello. Tornchi silicizzati nei diaspri della Val Graveglia (Genova).
  2. La miniera di Cassagna (Liguria Orientale): la scoperta
  3. La miniera di Cassagna (Liguria Orientale): la storia
  4. La miniera di manganese di Monte Porcile
  5. Foto storiche inedite della Miniera di Monte Porcile
  6. Studio Gravimetrico della Miniera di Gambatesa (1968)

Le miniere di rame

  1. Le miniere di rame e il giacimento cuprifero di Le Cascine – Semovigo

Il lavoro

  1. Donne e miniere in Val Graveglia (Liguria Orientale)
  2. Storie di Donne e Donne dei mestieri perduti
  3. Paesaggi minerari. L’attività mineraria vista dalle donne. Il caso della Liguria Orientale
  4. L’impianto Sink Float di Pian di Fieno
  5. Foto impianto del Foppo (1987)

Rispondi