Copertina – Soffitto a chiglia rovesciata de l’Eglise de Sainte Catherine (chiesa dei pescatori) di Honfleur (Calvados, Normandia, Francia). Una delle due navate.
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Honfleur, Normandia, Francia
Honfleur è una piccola città marinara (Figura 1) della Normandia.
Una piccola città che ha mantenuto intatto, dalla disnylandizzazione invadente, il fascino delle sue pittoresche stradine acciottolate (Figura 2) e delle sue antiche facciate a graticcio in legno (Figura 3 e Figura 4).
Il centro di Honfleur attrae e affascina col suo aspetto immune dagli attacchi del tempo,
Il suo centro storico con le caratteristiche stradine piene di fermento (Figura 2), il mercato settimanale (Figura 5), i negozietti di ricordi (Figura 6, Figura 7 e Figura 8) fra il tradizionale e i turistico, affacciati sui manti acciottolati, come le case a gratccio (Figura 2, Figura 3, Figura 4, Figura 8 e Figura 9) o ricoperte di scampoli di legno (Figura 10, Figura 11 e Figura 12) o lastre di ariose a formare facciate ventilate (Figura 13 e Figura 14). E l’originale diversità dei suoi monumenti e alla ricchezza del suo patrimonio culturale e artistico.
Sono simboli di Honfleure il suo Vieux Bassin (Figura 15, Figura 16, Figura 17 e Figura 18) con la sequela di bistró, il Museo della Marina nella vecchia Saint Etienne (Figura 9), la Lieutenance (Figura 19) che vigila sull’ingresso del porticciolo e l’Église de Sainte Catherine (Figura 20, Figura 21 e Figura 22), unica nella sua intera struttura in legno del XIV secolo.
La cattedrale scolpita dai maestri d’ascia
Honfleur, città di pescatori e naviganti. Ma soprattutto città di maestri d’ascia.
A Honfleur c’è l’Église de Sainte Catherine des Bois, la chiesa dei pescatori (Figura 20, Figura 21, Figura 22 e Figura 23). L’appellazione finale deriva dal fatto che l’edificio ha la copertura a chiglia di nave capovolta (Copertina) e che è l’unico edificio sacro completamente realizzato in legno.
L’edificio originale fu costruito intorno al XII secolo, ma nel 1419 fu distrutto dalle soldataglie del Conte di SALISBURY (Figura 24).
La chiesa attuale è quella ricostruita poco dopo, ma prima del 1468, e nella medesima posizione.
Probabilmente, il nuovo edificio in legno ha potuto contare su due particolari situazioni: la presenza di numerosi e capaci artisti, maestri d’ascia, e l’economicità per l’utilizzo del legno locale al posto della pietra. Quest’ultima scelta dev’essere stata anche suggerita dalla disponibilità in loco sia della materia prima che degli artigiani.
In quel tempo, la pietra, gli scalpellini e gli architetti dovevano venire da fuori e questo richiedeva maggiore immobilizzazione economica.
Del resto anche negli edifici più antichi del borgo è molto diffuso l’impiego del legno (Figura 3, Figura 4, Figura 25 e Figura 8). Non manca, tuttavia, l’utilizzo della pietra (Figura 26, Figura 27 e Figura 28) e delle strutture miste (Figura 14, Figura 27 e Figura 29) nelle costruzioni più recenti. E non mancano neppure impieghi molto particolari come quello delle facciate ventilate in ariose (Figura 14), ma anche in scampoli di legno (Figura 9, Figura 10 e Figura 11).
L’Église de Sainte Catherine rimane una curiosità estremamente affascinante e non solo della Francia.
L’edificio e, soprattutto la sua copertura, rispecchiano un’importante competenza nell’arte legata al mare ed alla marineria, già dal XV secolo.
Honfleur, Honfleur delle nebbie, Honfleur nella bruma
Il fascino di Honfleur ha contagiato da sempre i pittori.
Dall’estuario della Senna, raggiunto da COURBET nel suo primo viaggio alla scoperta del mare (Figura 30), ai vicoli (Figura 31) e le marine (Figura 32, Figura 33 e Figura 34) di MONET, di BOUDIN (Figura 35), di JONGKIND (Figura 36).
Ancora oggi, sono numerose le gallerie e gli studi che presentano in permanenza opere di pittori del passato e del presente.
Dalle case di COROT (Figura 37) a quelle con il tipico tetto di paglia delle vicine campagne di MONET (Figura 38). Dalle case in festa di HAMBOURG (Figura 39), a quelle coloratissime di CHIASELOTTI (Figura 40) oppure a quelle tenui degli acquarelli di HOUPEURT (Figura 41), fino a quelle nella bruma di VALLOTTON (Figura 42).
Ci sono poi tante storie di mare, palpabili nell’aria, ma spesso invisibili o solo sussurrate. Una di queste ricorda le prime spedizioni alle Isole Canarie già nel Medioevo organizzate e guidate da Jean de BÉTHENCOURT,
Infine, ma non ultimo, il ricordo di Erik SATIE, il compositore e pianista originario di Honfleur, celebre per il suo Llum de marinada, cioè la luce del primo mattino che danza sull’estuario.
Figura 34 – Claud MONET, Barche da pesca a Honfleur, 1868 (WikiArt.org)
L’Eglise de Sainte Catherine de Bois
Nel maggio del 1496, i baroni e le dame di Roncheville, proprietari dei terreni, acconsentirono ai parrocchiani, agli abitanti e ai contadini di acquistare una porzione della proprietà di Sainte-Catherine per ingrandire ed ampliare la chiesa. In cambio, i suddetti abitanti avrebbero ceduto al parroco un altro appezzamento di terreno prossimale, impegnandosi, inoltre, a ricostruirvi una casa a loro spese.
Il 3 maggio 1870 la chiesa fu dichiarata monumento storico.
Un paio di anni prima, Arthème PANNIER descriveva l’Église de Sainte Catherine come …uno degli esempi più curiosi dello stile gotico fiorito o fiammeggiante applicato a un edificio religioso (…) costruito interamente in legno. La pianta della chiesa (…) è, fino all’inizio del presbiterio (…) in due navate parallele (Figura 43 e Figura 44), accompagnate da corridoi laterali molto stretti (Figura 45). Le finestre superiori sono quadrate, con due campate gotiche trilobate. I corridoi laterali, costruiti a graticcio, sono traforati da finestre, anch’esse quadrate (…) Le cornici delle finestre, così come il montante centrale che le divide e il davanzale su cui poggiano, sono decorate con modanature caratteristiche dell’epoca.
Colonne di legno sorreggono le travi di collegamento e sostengono l’intero peso della copertura… La parte centrale è divisa (…) in due navate parallele, circa della stessa larghezza, fiancheggiata da corridoi laterali molto stretti e bassi, le cui volte a doghe sono formate da un quarto di cerchio (…) In fondo alla navata principale si trova un bellissimo organo (Figura 46) con cassa in quercia intagliata in stile settecentesco. (…) In fondo alla navata settentrionale si trova un magnifico altare con colonne tortili in stile Luigi XIV. Questo altare, che attira l’attenzione per le sue graziose proporzioni e la ricca ornamentazione, fu realizzato a Rouen, come attesta una curiosa stima. Questa ci dice che un tempo questo altare ornava la Cappella del Rosario della Chiesa di Santa Caterina. Fu realizzato da Pierre BAUDARD, un maestro scultore, per 650 lire tra il 1669 e il 1670…
Nel 1879 l’architetto NAPLES restaurò l’Église de Sainte-Catherine, sul progetto redatto nel 1868 dallo zio MILLET e sotto la direzione del Sig. VIOLLET-le-DUC. I lavori furono completati nel 1887.
La copertura delle navate a chiglia rovesciata
La copertura a chiglia rovesciata è una tipologia, in verità molto rara, di copertura continua in legno utilizzata dal medioevo per le chiese (Figura 47, e Figura 48) e, occasionalmente, per capannoni (Figura) o edifici civili (Figura 49). Il nome le deriva da fatto che si presenta come l’ossatura di una barca (Figura 50) con le travi e le ordinate in funzione di costole e l’intradosso che evoca uno scafo.
Anche nella progettazione e nella realizzazione valgono e vengono utilizzate le metodiche ed i parametri di realizzazione di uno scafo. Inutile aggiungere che l’intera struttura è in legno.
In particolare, le ordinate sono prodotte in legno curvato a vapore (o in più strati incollati, oppure sagomate a pialla), quindi sono collegate longitudinalmente da bagli o correnti e gli appoggi laterali sono disposti su travi di banchina, mediante mensole o piattabande. All’interno, le ordinate sono ricoperte da un assito di travi sottili o un perlinato (più raro e antico) che forniscono l’aspetto finale della copertura.
La copertura esterna è realizzata con una cassa di ventilazione, un’impermeabilizzazione (un tempo erano strati di tela catramata) ed infine la copertura (Figura 21).
La struttura era poi irrigidita con tiranti, anch’essi lignei (Copertina), della carpenteria navale, come tenoni, mortase, incastri a coda di rondine.
La copertura continua a chiglia rovesciata era più veloce da costruire e più economica. Ovviamente abbisognava della disponibilità di personale altamente specializzato (maestri d’ascia) e di ingenti quantità di legname. A Honfleur, borgo essenzialmente marinaro, erano ambedue disponibili, al contrario delle cave di pietra e delle figure degli scalpellini che dovevano certamente venire da fuori.
Parametrizzazione della copertura a chiglia rovesciata di Sainte Catherine di Honfleur
La curiosità sulla copertura a chiglia rovesciata de l’Église de Sainte Catherina ha indotto alla conseguente ricerca bibliografica e sul web, ma non ha portato a risultati concreti.
Molto più incisivo è quanto emerso dal ricorso all’IA…
In prima analisi anche l’IA non ha reperito online una tabella con i parametri della struttura sui siti ufficiali. Le fonti, anche le più attendibili, mostrano in genere foto, ma senza elenco di misure esplicite.
Dopo una prima ipotesi generica (Figura 51), approfondendo, ha rintracciato le piante, i prospetti, alcuni dettagli della struttura e le coupe/élévations originali (Figura 52 e Figura 53) su la base Mérimée, del Ministero della Cultura francese, disponibile online.
Di conseguenza utilizzando la riproduzione del piano, con annessa la scala della base Mérimée, ha potuto ricavare lunghezza e larghezza in metri, con un’approssimazione ragionata ma fedele alle proporzioni del disegno.
Quindi, dal rilievo originale (reproductions de plans, coupes, élévations) e dalle immagini presenti online, ha definito il numero di travée interne (12). Poi, ha eseguito una stima ragionata della distanza intertravée sulla base di quelle storiche di edifici simili locali. È risultata compresa fra 3,00 m e 3,80 m. Il valore scelto è stato di 3,50 m, cui corrisponde una lunghezza totale, stimata, della copertura di 42 metri. La larghezza totale dell’edificio è stata valutata in 16,00 metri totali, costituita dalle due navate principali (larghe circa 5–6 m ciascuna) oltre alle corsie e colonnati stretti. Infine, la valutazione della freccia, cioè l’altezza massima della curvatura, definita dal rapporto fra freccia e luce degli schemi generici, pari a circa 0,275. Pertanto la freccia, per la luce di 16 m, è stata definita di 4,40 m.
Su tale base l’IA ha prodotto gli schemi quotati della chiglia rovesciata, di copertura de l’Église de Sainte Catherina.
È ovvio che le valutazioni sono una stima basata sostanzialmente sul disegno storico e sull’assunzione di parametri tipici. Anche le fonti online riportano occasionalmente le dimensioni specifiche di ogni elemento. Pertanto, la stima presenta un’incertezza delle dimensioni lineari valutabile nel ±5–10%.
Ad ulteriore verifica è stata misurata in pixel la lunghezza della pianta riprodotta, quindi sono stati trasformati i pixel in centimetri e ricavata la scala reale dal confronto fra la lunghezza della pianta disegnata ed il numero di travée contate sul rilievo.Questa procedura ha ridotto molto l’approssimazione rispetto alla semplice stima. Tuttavia, rimane comunque una misurazione derivata da un rilievo fotografico e mantiene un’incertezza residua (±0.05–0.20 m), a seconda dell’elemento, dovuta alla qualità dell’immagine e alla possibile piccola distorsione della riproduzione.
Il risultato finale è lo schema grafico, con quote a due decimali, di lunghezza totale, luce e freccia riprodotti nella tavola di Figura 54.
La Lieutenance, 14600 Honfleur, Francia
Honfleur, Calvados, Francia
Honfleur, Calvados, Francia
Honfleur, Calvados, Francia
Honfleur, Calvados, Francia
Bibliografia
Ministère de la Culture; POP: La plateforme ouverte du patrimoine;
Ministère de la Culture; POP: La plateforme ouverte du patrimoine; Eglise Sainte-Catherine.
Monumentum; La patrimoine français en cartes; Église Sainte-Catherine Honfleu

