Annibale sulle Alpi

Copertina

Copertina – l passaggio delle Alpi di Annibale. Immagine generata dall’AI secondo le indicazioni ambientali e climatiche ricondotte all’epoca storica.

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Annibale attraversa le Alpi: l’impresa

Annibale (Figura 19), le sue imprese e, soprattutto la traversata delle Alpi con un esercito di 30-50.000 uomini, 5.000 cavalli/muli e 37 elefanti indiani (DI MAIO, 2016, p.71) sono state oggetto di alcune centinaia di libri (TOURDETRAVOY 5., 2108).
Uno degli argomenti più dibattuti è stata l’individuazione della via percorsa per attraversare le Alpi.
Nel 1835 si contavano già 90 pubblicazioni
(TOURDETRAVOY 5., 2108), nelle quali 32 autori proponevano il passaggio del Piccolo San Bernardo, 24 del Monte Genèvre, 14 del Gran San Bernardo, 11 del Moncenisio, 9 del Monte VisoCol du Traversette, quest’ultimo il percorso più breve per raggiungere l’Italia (Figura 1). Pertanto si sono formate almeno cinque scuole di pensiero. Fra i tanti anche Napoleone BONAPARTE che nel 1796 era favorevole al Monviso, ma ha cambiato idea a Sant’Elena quando teorizzava sul Moncenisio.
Ecco che l’audacia (o l’incoscienza strategica) di Annibale nel far marciare il suo esercito  attraverso le Alpi (Figura 2) ha acceso l’immaginazione di molti storici.
Ed i costi dell’impresa?

Ma …Annibale sapeva bene quali e quanto gravi fossero i problemi di un’economia di guerra (…) che combatteva, come tutti gli Stati ellenistici, utilizzando il mercenariato, che veniva pagato in valuta pregiata (Figura 20), e quanto costasse economicamente un esercito da armare, da dotare di armi efficaci, soprattutto da rifornire quando si allontanava dalle basi. Conosceva anche come molti di questi problemi venivano risolti drenando beni e moneta nei territori occupati, con il saccheggio… (ARSLAN, 2017, p. 37).

Annibale attraversa le Alpi: paure, incertezze e moda

Così, l’incertezza, se non il mistero, è scesa sull’esatto percorso da lui seguito. Queste furono le basi di una moda, sviluppatasi nell’Ottocento, …specialmente in ambiente francese e poi inglese, (di) fare ricerche riguardo il percorso compiuto da Annibale per superare le Alpi nella sua famosa spedizione del 218 BC… (DI MAIO, 2016, p.65). Un profluvio di pubblicazioni ed un proliferare di teorie e percorsi, il più delle volte fantasiosi e immaginati a tavolino. Base comune la fonte storica, sovente riadattata, e mancanza completa di verifiche archeologiche, geologiche, geomorfologiche, ambientali… Gli unici accenni di tipo archeologico sono il cerchio di pietre di Annibale (Figura 16 e Figura 17) e l’indicazione di DI MAIO (2016) che ...giornali e libri hanno enfatizzato il presunto reperimento nell’estate 1944 presso Sestriere, da parte dei partigiani del comandante Maggiorino Marcellin mentre scavavano trincee, di una zanna di elefante, di vasellame “di foggia cartaginese”, di resti di anelli di ferro semicircolari e di altri oggetti metallici. Il materiale, messo in una cassa e nascosto in una tomba di famiglia a Champlas du Col, sarebbe stato però scovato dai tedeschi e andato perso
Solo negli ultimissimi anni si sono aggiunti timidi tentativi di indagine diretta, ma, come vedremo, discutibilmente localizzata e interpretata.
Secondo (MASTROROSA, 2004), traspare, dal resoconto di TITO LIVIO, che …il nerbo dell’esercito cartaginese appare chiaramente terrorizzato dal nemico, ovvero dal ricordo del precedente scontro bellico, e soprattutto dalla necessità di affrontare una lunga marcia e il valico delle Alpi, un’impresa capace di suscitare spavento di per sé e ancor più agli inesperti...
L’attraversata delle Alpi riesumava comunque ignoti timori, come espressi dal romanticismo (Figura 3) di Joseph Mallord William TURNER (Figura 4). Questo valeva certo anche per un esercito abituato alle molte vittorie che, dopo la Spagna, aveva superato i Pirenei, il Rodano (guadato presso Arles come sostiene DI MAIO (2016) o attraversato su apposite zattere per gli elefanti; Figura 5) ed il vorticoso fiume Druenza… (MASTROROSA, 2004, p. 2050).
Ancora, TITO LIVIO …circa due secoli dopo l’evento scrisse che la discesa cartaginese in Italia avvenne dal Col du Clapier, un passo situato più a nord, alla quota di 2400 metri, e molto più agevole da attraversare…. (REDAZIONALE, 2016) rispetto ad altri passi.

Ma, come ricordato, molti altri storici successivi hanno indicato percorsi alternativi, come la via più breve e diretta per raggiungere l’Italia, cioè il Col de la Traversette.

Annibale è passato dal Col de Traversette

Il dibattito sul reale percorso che l’esercito cartaginese avrebbe seguito attraverso le Alpi nel 218 BC, è annoso e contraddittorio.
I sostenitori della via meridionale ritengono che dalla valle della Durance Annibale si sia diretto al Col de Traversette (Figura 6; o al Mont Genèvre).
Fra questi, va ricordato il biologo Gavin DE BEER che nella seconda metà del Novecento (1956) aveva ipotizzato il transito dell’esercito cartaginese attraverso quel passo, posto a circa 3000 metri, presso il Monviso.  Ma non pare che, all’epoca, abbiano riscosso gran seguito (REDAZIONALE, 2016). Tuttavia, di recente l’ipotesi è stata ripresa dalla rivista Le Scienze (REDAZIONALE, 2016), a seguito dei risultati ottenuti dalle analisi condotte da MAHANEY et alii (2016) su un …accumulo di feci di mammiferi… rinvenuto in una torbiera dell’Alta Valle del Guil, vicino al Monte Viso. Il materiale, …datato a 2168 anni cal. C14  (almeno sei campioni, dei quali uno però avrebbe restituito una datazione successiva al passaggio di Annibale), fornisce la prima prova del passaggio di un numero sostanziale ma indeterminato di mammiferi nell’arco di tempo dell’invasione punica dell’Italia… (MAHANEY et alii, 2016). La dimensione anomala del deposito è stata subito collegata ad un gran numero di animali. Ma erano con certezza quelli al seguito di Annibale?

A favore del passaggio di Annibale attraverso il Col de Traversette

…Biomarcatori organici specializzati, legati in uno strato altamente convoluto e bioturbato (Figura 7), costituiscono un’anomalia insolita in un istosol composto da orizzonti fibrici ed emisti che di solito ci si aspetta mostrino una stratificazione orizzontale. La presenza di acido desossicolico ed etilcoprostanolo derivati da materiale fecale, associata ad un elevato numero relativo di geni 16S rRNA di Clostridia, suggerisce un sostanziale accumulo di feci di mammiferi nel sito oltre 2000 anni fa. I risultati qui riportati costituiscono la prima prova chimica e biologica del passaggio di un gran numero di mammiferi, indicando forse la rotta dell’esercito annibalico in questo periodo. (…) questi dati forniscono un contesto a sostegno della necessità di ulteriori esplorazioni archeologiche storiche in quest’area… (MAHANEY et alii, 2016).
In realtà, rispetto al 2016, Annibale sarebbe passato 2234 anni prima, con buona coerenza della datazione radiocarbonica. Ma soprattutto, Il materiale organico recuperato e analizzato si trovava in corrispondenza di uno strato paludoso-sartumoso smosso, compatibile con una massiccia presenza animale e umana, nonché quale oasi per la fienagione. Va ricordato che, secondo gli storici, l’esercito cartaginese che ha attraversato le Alpi diretto a Roma contava da 30.000 a 50.000 uomini (a seconda delle fonti), 37 elefanti e circa 15.000 fra cavalli e muli.
In realtà, DI MAIO (2016, p.72) indica 50.000 gli uomini che hanno varcato i Pirenei, mentre all’attraversamento delle Alpi sarebbero giunti solo …26.000 uomini (…) di cui 12 mila libici, circa 8000 tra Iberi e di altre etnie compresi Galli mercenari… 
Tuttavia, l’ipotesi di MAHANEY et alii (2016) sembra smentire la ricostruzione dello storico romano TITO LIVIO.

Contro il passaggio di Annibale attraverso il Col de Traversette

Un’alternativa all’ipotesi di MAHANEY et alii (2016) è che …i batteri erano probabilmente causati da migliaia di muli che trasportavano sacchi di sale sulla Traversette in epoca medievale, tra 500 e 1000 anni fa. Il peso del sale avrebbe fatto sprofondare i muli nel terreno soffice vicino alla cima della Traversette, sollevando di conseguenza un terreno più profondo e antico, risalente a oltre 2000 anni fa, e facendo sembrare che lo strato sollevato si fosse generato ai tempi di Annibale e non molto più recentemente… (TOURDETRAVOY 4., 2018 update-august 2020).
Darebbe ragione a questa ipotesi, una delle sei datazioni al C14 relativa al terreno smosso dagli zoccoli degli animali. Questa, infatti, avrebbe fornito una data successiva di almeno 130 anni rispetto al passaggio di Annibale del 218 BC.
Cardine principale di tutto è, dunque, uno …strato di terreno smosso, posto tra 40 e 50 cm sotto la superficie del terreno, in un sito sul versante francese del Col de la Traversette… (Figura 7; (TOURDETRAVOY 4., 2018 update-august 2020), nonché gli alti livelli di batteri Clostridium, che indicavano la presenza di migliaia di equini, oltre 2000 anni fa. 
Oltre al problema della datazione troppo recente, c’è una seconda difficoltà sostanziale. Cioè che i risultati si rifanno a campioni prelevati dall’area paludosa del versante francese, mentre gli storici (TITO LIVIO e POLIBIO) asseriscono che Annibale si accampò in versante italiano.
Un ulteriore dubbio si riferisce alla presenza di una frana che non si trova in posizione coerente con la necessità di una sosta forzata dell’esercito, finalizzata ad ampliare un passaggio impenetrabile a muli, cavalli ed elefanti. Il passaggio sarebbe stato creato mediante l’uso del fuoco e dell’aceto, per frantumare la roccia. Metodo, per altro, adottato anche dai Romani nelle arruge di Spagna. Tuttavia è difficile immaginare che l’esercito portasse scorte di aceto… o, secondo altri, di vino (se non ad unico uso di Annibale…). C’è poi un asserto alla necessità anche di sale per quell’operazione (GUAZZINI, 2016-2017). È pura fantasia (o refuso della traduzione da un originale), poiché non ve ne era menzione o uso nelle antiche tecniche di estrazione mineraria a cui viene fatto incerto riferimento.
Infine, la presenza del Pertuis de Viso, il tunnel de Traversette, scavato nel XV secolo per evitare il dazio sul sale. Occorre ricordare che per quel tunnel sono transitate numerose carovane di muli, che ..si sarebbero fermate ad abbeverarsi al lago vicino alla cima, dove Bill MAHANEY e il suo team estrassero due carote dai sedimenti (TOURDETRAVOY 4., 2018 update-august 2020). E questo fatto ripropone il dubbio che il batterio Clostridiume provenga dai muli del sale e non da quelli di Annibale.

immagine citata nel testo

Figura 7 – Immagine della trincea di assaggio e posizione dei campioni analizzati nel sondaggio del Col de Traversette (Source – onlinelibrary.wiley.com)

Annibale è passato per il Col du Capier, per il Moncenisio, o il Piccolo San Bernardo

Di differente avviso, il brillante storico militare Théodore DODGE (Figura 8) che per primo ipotizzò la via più settentrionale attraverso il Colle del Piccolo San Bernardo. Tuttavia, per qualche ragione, la maggior parte degli storici odierni crede che ANNIBALE abbia utilizzato la via centrale risalendo la valle della Moriana per attraversare le Alpi al Moncenisio o al Col du Clapier.
Quindi le alternative al Col de Traversette potevano essere il Col du Clapier, oppure il Piccolo San Bernardo. Quest’ultimo sarebbe stato il più sicuro e, forse, il più facile. Ma anche …perché questa era la via principale utilizzata dalle tribù galliche locali a quel tempo e perché sul Piccolo San Bernardo ci sono molti punti di riferimento che corrispondono ai resoconti della traversata scritti dagli storici poco dopo… (TOURDETRAVOY 4., 2018, update – august 2020).

Sostenitore convinto di questo percorso fu il DODGE.
Un particolare che ha dato vita a leggende sul passaggio di Annibale dal Piccolo San Bernardo è stata la scoperta, da parte dello storico e illustratore inglese William BROCKEDON (Figura 15) del cerchio di pietre di Annibale (Figura 16, Figura 17 e Figura 18). A seguito della pubblicazione di un disegno, da parte del BROCKEDON intorno al 1827, sorsero diverse leggende che, tuttavia, non sono state suffragate da prove storiche o archeologiche.  Al di là delle condizioni climatiche dell’ottobre 218 BC, c’è il fatto che Annibale si sarebbe fermato un solo giorno sul Passo e difficilmente ci sarebbe stato il tempo per erigere il monumento. Ma la struttura di pietre è entrata nella leggenda e ricordata, dagli abitanti della zona, come il cerchio di Annibale.
Uno dei sostenitori del Col du Clapier è l’archeologo americano Patrick HUNT, che …si è concentrato sulla ricerca di una corrispondenza tra l’archeologia sul campo e la descrizione del paesaggio nei racconti di POLIBIO e LIVIO. Dopo tutte queste considerevoli ricerche e sforzi, è fermamente convinto che Annibale abbia utilizzato il Col du Clapier per attraversare le Alpi… (TOURDETRAVOY 2., 2017)

Salire al Col du Clapier è molto più facile che salire al Col de la Traversette. Il terreno in cima al Col du Clapierè anche molto più adatto per allestire un campo (TOURDETRAVOY 2., 2017).

Annibale è passato per il Monginevro

Ultima, ma non per importanza, la teoria che prevede, …a differenza della Traversette, del Moncenisio o del Colle del Clapier (…), il Monginevro (che è stato) utilizzato anche dai Romani ed è considerato da alcuni storici il passo utilizzato da Annibale… (TOURDETRAVOY 4., 2018, update – august 2020; TOURDETRAVOY 1., 2017). Tuttavia le prime notizie ricordano il generale romano POMPEO che transitò per il Colle del Monginevro, alla volta della Spagna, nel 79 BC cioè circa 140 anni dopo Annibale…
Pompeo utilizzò il passo per viaggiare dall’Italia settentrionale alla Spagna
L’ipotesi del Monginevro è stata sviluppata nel 1878 dallo storico francese Eugène HANNENBERT nel secondo libro della sua trilogia, l’Histoire d’Annibal (TOURDETRAVOY 5., 2108).
Cento anni dopo fu lo storico e archeologo britannico Peter CONNOLLY che dal suo Hannibal and the Enemies of Rome propose che Annibale avesse attraversato le Alpi raggiungendo il Colle del Monginevro (TOURDETRAVOY 5., 2108). L’originalità di CONNOLLY (con il solo precedente di DODGE per il Piccolo San Bernardo) fu il dettaglio delle tappe seguite lungo il percorso, a cominciare dalla prima sosta a Drôme, ai piedi dei primi contrafforti. Poi il Col de Cabre vicino a Die, la cattura del forte di Saint-Mens e l’accampamento notturno a Gap, Quindi seguendo il corso della Durance in direzione del Col du Montgenèvre con accampamenti notturni vicino a Prunières, Embrun, Mont Dauphin, Briançon, La Vachette vicino alle sorgenti della Durence e, finalmente il Colle del Monginevro.
Questo dettaglio ispirò Ian BOTHAM (trentatreenne campione di Cricket) a ricreare  la traversata di Annibale con tanto di 3 elefanti di un circo italiano al seguito (Figura 13). L’impresa del campione, attraverso le Alpi Francesi fino a Torino, ebbe unicamente scopo benefico. Il percorso iniziò con l’attraversamento del Rodano, presso il villaggio di Chateauneuf du Pape, poi le Lac du Serre Poncon presso Savines le Lac (fra Gap e Embrun), fino al Passo del Monginevro e quindi Torino.
In realtà non è stata la prima impresa del genere, al netto dell’attraversata di ASDRUBALE del 208 BC, seppure lungo un percorso più meridionale. Infatti, un precedente esperimento analogo a quello di BOTHAM è ricordato nelle cronache nel 1959 (Figura 14).

Annibale è passato per il Piccolo San Bernardo

Come accennato, fra i sostenitori del passaggio di Annibale attraverso il Piccolo San Bernardo è stato l’americano, storico militare, Théodore DODGE (Figura 8) nel 1892.
Dopo aver combattuto la Guerra Civile Americana, il generale DODGE si dedicò a scriverre dei grandi comandanti e condottieri della storia. La sua opera omnia fu, probabilmente, il libro su Annibale e proprio li definì la sua convinzione del passaggio attraverso il Piccolo San Bernardo.
In un primo momento aveva condiviso con Napoleone l’ipotesi del transito di Annibale attraverso il Monviso, ma dopo i diversi sopralluoghi si convinse del percorso attraverso la valle del Tarentaise (Figura 9) e la salita al Piccolo San Bernardo (Figura 10). Anche all’epoca un passaggio ampio ed abitato, tanto da consentire i rifornimenti all’esercito in marcia. Inoltre, …questa era la via principale per le tribù galliche che attraversavano le Alpi in epoca romana e, poiché Annibale era guidato dal capo gallico Magilicus, quasi certamente passò da qui… (TOURDETRAVOY 3., 2007).
A prova dell’ipotesi, la scaramuccia con i Ceutroni, alla cosiddetta Roccia Bianca. In realtà, alla base della salita per il Passo, presso il villaggio di Seez, esiste un ampio affioramento di gesso incipiente su una stretta valle, chiamato proprio la Roccia Bianca. E da qui, il Passo dista una decina di chilometri percorribili, attraverso pascoli, in una giornata (tempo indicato anche POLIBIO). Altra coincidenza è l’affermazione di TITO LIVIO secondo cui Annibale si sarebbe accampato un paio di giorni presso un lago, subito dopo avere scollinato. E qui effettivamente c’è il Lac du Verney (Figura 11).
Infine la frana, citata in altro paragrafo, che bloccò la marcia di Annibale. Anche sul versante italiano, come per Traversette, a valle del passo, fra la Thuile e Morgex c’è una frana, per altro ancora attiva. E qui l’ordine di Annibale per sgombrare il passaggio dai massi caduti, il racconto dell’uso di fuoco e aceto per rompere quelli più grandi e tre giorni di lavoro per aprire un varco transitabile ai cavalli, prima, e gli elefanti, poi.

Clima e paesaggi alpini nel 218 BC

A questo punto può essere interessante cercare di capire com’erano clima e paesaggio quando Annibale attraversò le Alpi nel 218 BC.
Prendendo a confronto l’andamento termico olocenico ricavato dalle analisi sulle carote glaciali GISP2 ed EPICA Dome C, il passaggio di Annibale sulle Alpi avvenne in pieno Optimum climatico romano (circa 250 a.C.–150 d.C.) e non durante la Piccola Era Glaciale, come indica DI MAIO (2016, p.70).
Quel periodo fu caratterizzato da temperature medie leggermente più alte o simili a quelle attuali, da cui l’abbigliamento dei soldati, comunque impreparati al passaggio in quota e sulla neve.
Tuttavia, le Alpi avevano inverni molto freddi e nevosi, soprattutto a quote medio-alte. La neve poteva permanere sui passi già a fine autunno. Gli storici ritengono che Annibale abbia iniziato la sua avventura nel mese di ottobre e pertanto trovando neve fresca e ghiaccio. E questo nonostante che i ghiacciai alpini fossero in condizioni ridotte rispetto alle successive crisi fredde medievale e Piccola Era Glaciale (XIV–XIX secolo).
Di conseguenza, anche l’ambiente era lievemente diverso (Copertina) da quello attuale.
Le temperature leggermente superiori alle attuali influivano alzando il limite del bosco di 100–200 m più in alto. Foreste di abete rosso, larice e pino cembro nelle zone alte; querce e faggi più in basso. Poi, nelle aree al di sopra dei 2.000–2.200 metri il paesaggio era a pascolo o roccioso, cosparso di frane e ghiaioni, favoriti  da gelo-disgelo e piogge (Copertina).
È possibile che già nell’autunno inoltrato i sentieri alti presentassero formazioni di ghiaccio, con evidenti difficoltà per uomini e animali (Figura 12),  soprattutto gli elefanti.
Secondo le cronache, Annibale avrebbe incontrato ulteriori problemi dovuti alle ricordate frane ed alle imboscate delle ostili tribù alpine che, conoscendo bene paesaggi e passaggi, tentarono di bloccarne o sabotarne il viaggio.

Arles, Bocche del Rodano, Francia

Cesana Torinese, città metropolitana di Torino, Italia

Claviere, città metropolitana di Torino, Italia

Grenoble, Isère, Francia Voreppe, Isère, Francia Chemin De Serre-Ponçon, 05230 Chorges, Francia Mont-Dauphin, Alte Alpi, Francia Embrun, Alte Alpi, Francia

Prunières, Alte Alpi, Francia

Gap, Alte Alpi, Francia Drôme, Francia

Briançon, Alte Alpi, Francia

La Thuile, Valle d'Aosta, Italia

Morgex, Valle d'Aosta, Italia

Verney, Arvier, Valle d'Aosta, Italia

Séez, Savoia, Francia

Tarentaise, Loira, Francia

Moncenisio, città metropolitana di Torino, Italia Pian del Re, Crissolo, provincia di Cuneo, Italia

Monviso, 12020 Villafalletto provincia di Cuneo, Italia

Monginevro, Alte Alpi, Francia

Colle del Piccolo San Bernardo (alternativa al Col de Traversette per il passaggio di Annibale)

Col de Traversette, di attraversamento delle Alpi secondo (MAHANRY & alii, 2016)

Col du Clapier, indicato da Tito Livio quale attraversamento delle Alpi da parte di Annibale

Bibliografia

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GRAZZINI, S. (2016-2017). Annibale passa le Alpi: proposta di correzione a “Supplementum adnotationum super lucanum (1, 183 Cavajoni). Boll. Class, XXXVII-XXXVIII.
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