Contrada Pestella, al limite delle paludi romane e medievali di Sestri Levante

copertina

Copertina – L’area di scavo alla base del declivio a vigneto, che scende dall’abitato di Trigoso (in alto a sn) ed è contenuto a sud dal rilievo su cui sorge la settecentesca Villa Fieschi (in alto a dx).

Contrada Pestella

Contrada Pestella è una modesta fascia di territorio compresa fra l’attuale sponda sinistra del torrente Petronio ed il declivio destinato a vigneto che scende dal crinale su cui sorge l’abitato di Trigoso (Figura 1 e Figura 2).
Ancora nel Medioevo, il corso del Torrente Petronio scorreva in direzione Est-Ovest, verso il braccio di mare che entrava profondamente nell’attuale pianura di Sestri Levante (Figura 3). Poi, in ottica di bonificare le aree paludose residuali, è stato incisivamente deviato trasferendone la foce al golfo di Riva Trigoso (Figura 4). Questo profondo intervento si colloca indicativamente prima della metà del Seicento. La deviazione d’alveo è stata realizzata mediante un’ampia curva ad angolo retto, rivolta in direzione Sud. La datazione della deviazione d’alveo è vagamente attestata dalla più antica cartografia storica nota (Figura 1 e Figura 2). Si tratta del progetto di …strada da ristorarsi da Sestri sino alla terra di Riccò o sia a confini di Parma per il suo ristoramento con tutta la spiaggia da Sestri di Levante sino a Vernazza…, di Steffano SCANIGLIA. La tavola, in scala di circa 1:11.000, è datata alla seconda metà del XVII secolo (Archivio di Stato di Genova).

L’ambiente di Contrada Pestella

La caratteristica morfologica locale è un modesto anfiteatro naturale (Figura 5), incipiente sull’alveo modificato del torrente Petronio. Per la sua esposizione e modesta acclività è stato insediato con colture specializzate (vigneto) già in epoca storica (Figura 6). Tale destinazione è attestata da un particolare del …Tipo geometrico degli effetti del Sig. Fieschi con la distinta piazza di Tregosa, Riva e strade… (A.S.G.). E, per razionalizzarne l’attività agricola, è stato anche oggetto di miglioramento fondiario ed idraulico. Sulla cartografia appare evidente la rettifica geometrica, quadripartita, con la razionalizzazione della viabilità e del reticolo irriguo mediante la costrizione dei piccoli alvei in canali artificiali.
Le alterazioni e le modifiche idrauliche emergono chiaramente dal raffronto delle diverse cartografie settecentesche conservate presso l’Archivio di Stato di Genova. In particolare dalla comparazione fra la tavola precedente (Figura 6) ed …Piano geometrico di Sestri Levante e di Tregosa coi loro contorni, ove sono compresi gli effetti del Signor Fieschi… (Figura 7, Cartografia di ANONIMO, forse di scuola Vinzoniana, datata alla metà circa del XVIII secolo a scala 1:4.000 circa).
La situazione ricondotta alle cartografie recenti è stata ottenuta mediante elaborazione gis (Figura 8). Dall’operazione è risultato che la quasi totalità degli argini attuali corrisponde a quelli realizzati fra il XVII ed il XVIII secolo per deviare l’alveo verso il lido di Riva.

Alcune note storiche sulla Contrada Pestella

Contrada Pestella è l’ultima evoluzione del toponimo. Il più antico e documentato toponimo locale era Cheosella (Figura 7). Questo risale almeno alla seconda metà del Seicento. In epoca napoleonica il nome è stato storpiato in Ciosella e, infine l’odierno Pestella (o, talvolta, Pastella).
L’area è dominata, a meridione, dalla Villa Fieschi costruita per volere di Ottobono alle pendici del Passo del Bracco, nel 1270. Personaggio di spicco della famiglia, fu eletto papa col nome di Adriano V e resse brevissimamente il soglio pontificio dall’11 luglio al 18 agosto del 1276.
Nel XIII secolo, i Fieschi vantavano ampi possedimenti agrari nella regione di Trigoso. Le proprietà si estendevano sia sulle aree pianeggianti poste nella piana del torrente Petronio, che sulle colline di Trigoso.
L’aspetto attuale dell’edificio è molto più tardo, settecentesco, e rappresenta la trasformazione della più antica preesistenza. Ed è proprio in ragione della vita di questa villa storica che sono state operate le modifiche ambientali al reticolo idraulico minore per renderlo più conforme alla conduzione agricola specializzata. Differentemente è stata motivata, invece, la radicale modifica al corso del torrente Petronio, imposta per risanare le aree paludose residuali dell’ampia pianura e, allo stesso tempo, indurre un improbabile tentativo di messa in sicurezza dagli eventi alluvionali. Quest’ultimo obbiettivo però non fu raggiunto. E non lo fu neppure con interventi successivi.

Immagine citata nel testo

Figura 8 – Trasposizione del reticolo idrografico secondario originale linee azzurro scuro) e dell’alveo rettificato del torrente Petronio. L’immagine è stata ottenuta mediante elaborazione con sistema QGis, da cartografie storiche, ricondotte su base topografica aggiornata. Base topografica: CTR Liguria foglio 232100 a scala 1:10.000.
Legenda: azzurro chiaro (6) = alveo rettificato del torrente Petronio; azzurro scuro = alvei secondari rettificati e/o creati a scopo irriguo; linea rossa (1) = fronte di scavo; 2 = possibile origine dei materiali fluitati; 3 = vasca; 4 = Villa Fieschi; 5 = abitato di Trigoso.

L’evoluzione geomorfologica della Contrada Pestella

In corrispondenza dei fronti di scavo creati per l’edificazione di un corpo di fabbrica sono state messe in luce interessanti stratigrafie. È emerso che l’anfiteatro morfologico di Contrada Pestella era, in origine, una valle di erosione. Una valle modellata direttamente nel substrato roccioso (A di Figura 9) disposto a franapoggio ed in seguito riempita (B1 e B2 di Figura 9). È seguita poi una seconda fase di erosione (Linea a triangoli ocra di Figura 9) e di riempimento definitivo (C di Figura 9) e l’ultimo rimodernamento agricolo (D di Figura 9).
Dal punto di vista geologico il bed rock è costituito da torbiditi siltoso-arenacee in strati sottili e rari strati di marne di spessore anche notevole. In superficie questi terreni sono apparsi notevolmente alterati. 
La ricostruzione della valle d’erosione è stata eseguita lungo due sezioni verticali fra loro parallele e poste a breve distanza una dall’altra. La prima sezione è in corrispondenza della palificata di monte e la seconda in corrispondenza del gradino compreso fra la soletta di fondazione ed il piano in terra. La loro vicinanza e continuità consente di assimilarle, con piccolissimo margine di approssimazione, ad un’unica sezione verticale continua.
L’originaria valle di erosione fluviale (linee a triangoli verdi in Figura 9) appare da molto angusta ed appena accennata dietro la palificata. Verso valle, in corrispondenza dello scavo non protetto in primo piano, si amplia ed approfondisce. Il culmine della valle erosiva è ancora interrato al di sotto del piano di scavo a quota inferiore.

Analisi petrologica di frammenti ceramici

Occasionalmente sono emersi, dal materiale sciolto di scavo e di riempimento, piccoli frammenti ceramici molto alterati. Sostanzialmente sono frammenti di ceramica ad impasto molto grezzo di terra di gabbro. La pasta di fondo è irrisolvibile frammista a scheletro eterodimensionale (fino a 2,0-2,5 mm) ed eterogeneo. I frammenti sono palesemente fluitati, di colore bruno-rossiccio (Figura 10, Figura 11, Figura 12 e Figura 13), localmente anneriti (Figura 14 e Figura 15). L’annerimento più evidente si manifestava in corrispondenza di una sola faccia dei manufatti. Sono presentii sia frustoli di carbone che incrostazioni superficiali.
In un caso la superficie esterna è apparsa percorsa da numerose striature fra loro subparallele concentrate preferibilmente lungo una fascia limitata, posta al passaggio fra la parte piana ed il bordo rialzato (Figura 11). In genere è stato possibile riconoscere rari fenocristalli di calcite (Figura 16), frammenti lisciviati di plagioclasio (Figura 17a e Figura 17b), pirosseni (Figura 18a, dx e Figura 18b) e quarzo. Talvolta sono stati riconosciuti elementi inquinanti, quali filamenti di fillosilicati (Figura 18, sn e Figura 19) nonché microgranuli molto elaborati di diaspro (Figura 20) e frustoli di carbone Figura 23a e Figura 23b).
L’esame petrologico dei campioni è stato possibile presso il Museo Archeologico di Chiavari (che si ringrazia per la disponibilità) dov’erano depositati.

Quando c’era la palude

Alla base dello scavo più prossimo al torrente Petronio è presente un banco francamente argilloso grigio scuro di ambiente sartumoso-paludoso (Figura 21). Qui è stato prelevato un frammento litico naturale (Figura 22).
Il campione lapideo (Figura 22) è, in realtà, una massa microgranulare bruno-rossastra, friabile per la permanenza nel terreno ed assimilabile ad una microbreccia o ad una torbidite. Particolare rilevante la sua pesantezza. È costituito da microclasti pseudo-idiomorfi, prismatici, traslucidi, a spigoli vivi e dimensione massima di 0,10-0,15 mm. Si distinguono granuli di quarzo, calcite ed abbondante plagioclasio, frammisti a poca matrice siltosa. Ad un’esame microscopico sono stati distinti blasti prismatici di feldspato, lamine millimetriche argentee di muscovite e lamine nere di biotite.
Il campione è interpretabile come proveniente da uno strato di quarzoarenite o arenaria torbiditica, quarzoso-feldspatica con plagioclasio, ricca in mica muscovite e con rarissime presenze di mica biotite. Sarebbe quindi un frammento di arenaria MACIGNO, seppure non sia stata riconosciuta la presenza di clorite, granati, tormalina, etc..
Tuttavia, nel bacino di alimentazione del torrente Petronio non si conoscono affioramenti di arnaria Macigno, ma solo Arenarie del Monte Gottero, nelle quali non è presente la biotite. Il frammento avrebbe quindi una provenienza marina, a conferma del collegamento diretto fra le aree paludose residuali di quelle del periodo Atlantico (blu di Figura 24) ed il massimo di ingressione marina di epoca romana (Figura 25).

I marmi di Trigoso

Come detto, esisteva, in origine, una valle erosiva, modellata direttamente nel sustrato scistoso-argillitico. La valle era molto angusta e poco incisa a monte, per divenire ampia e profonda a valle. Probabilmente raccoglieva acque divaganti di circostanti pendii dolci ed ondulati. Era il risultato di un fenomeno erosivo distribuito lungo il versante che si è poi convogliato a valle producendo l’incisione più ampia e profonda in primo piano. Da un approfondimento di scavo è emerso un livello fine grigiastro, argilloso, riconducibile ad una zona paludosa-sartumosa estesa verso il prospiciente Torrente Petronio. Questa è riconducibile ad un’area paludosa residuale di quella ampia Atlantica (6-8 Kanni fa).
La valle ha subito successive fasi di riempimento ed erosione.
Così si arriva all’orizzonte C (Figura 9) che sembra rappresentare un piano di frequentazione. O, forse, un livello colluviato da piani di frequentazione presenti più a monte. Dall’orizzonte C in primo piano provengono due frammenti fittili di epoca romana. Si tratta di …un frammento di vernice nera attribuibile al III-II secolo a.C. (…) e di un frammento di anfora, probabilmente gallica (narbonense), la cui cronologia si porrebbe tra I e II secolo d.C…. (CAMPANA, MANFREDI e SCIAMANNA, 2019, p. 429).
Sarà casuale, ma passeggiando per Trigoso non è raro scorgere rottami di marmo apuano (Figura 27), anche lavorati (Figura 29), reimpiegati nei muri delle creüsa  di accesso da valle o nei muretti (Figura 26 e Figura 28) della piazza antistante la chiesa.
Da ciò non si può trarre nessun collegamento e nessuna conclusione, ma solo, forse, coincidenze…

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Cartografie storiche

Archivio di Stato di Genova, Cartografia storica, 2: Steffano SCANIGLIA, Strada da ristorarsi da Sestri sino alla terra di Riccò o sia a confini di Parma per il suo ristoramento con tutta la spiaggia da Sestri di Levante sino a Vernazza (sec.XVII seconda metà).
Matteo VINZONI, 
Commissariato della Sanità di Sestri Levante (XVIII sec, metà circa).
Archivio di Stato di Genova, Cartografia storica, 16: probabile scuola vinzoniana, Piano geometrico di Sestri Levante e di Tregosa coi loro contorni, ove sono compresi gli effetti del Signor Fieschi (sec.XVIII, metà circa).
Archivio di Stato di Genova, Cartografia storica, 267: probabile Scuola Vinzoniana, Tipo geometrico degli effetti di Trigosa del Sig Fieschi con la distinta piazza di Tregosa, Riva e Strade. (sec.XVIII, seconda metà).
Archivio di Stato di Genova, Cartografia storica, 5: Matteo VINZONI: Sestri, fiume Gromolo e strada sino in Centocroci (1763 nov.).
Archivio di Stato di Genova, Cartografia storica, 9/1: MEILLAC, Section I de Trigoso. En une Feuille. Levée par M.r Meillac Geomètre de 1re Classe (ca. 1805 – ca. 1813)
Archivio di Stato di Genova, Cartografia storica, 9/2: Anonimo, Section I de Trigoso. En une feuille (ca. 1805 – ca. 1813)
Archivio di Stato di Genova, Cartografia storica, 9/3: Anonimo, Section I de Trigoso. En une feuille (ca. 1805 – ca. 1813)

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