Attenti al Lupo! Qual’è il Lupo? 2. Dal luparo al pastore abruzzese

Copertina

Copertina – Lupa intenta ad allattare la prole (da FB_meraviglie_nascoste)

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Il lupo in Europa

Molto piu di recente e dopo un secolo di assenza è riapparso il lupo anche in Belgio, dove l’ultimo era stato abbattuto nel 1898. La constatazione è seguita al ritrovamento di alcune pecore uccise presso il villaggio di Gedinne, nel sud del Paese. L’analisi delle immagini di una fototrappola sono state esaurienti. …On voit des marques blanches typiques sur la tête du loup qui est de forme différente d’un husky ou d’un berger allemand. Sa queue et son pelage sont typiques… (AZIONALE, 2011).
In Francia erano arrivati lupi già nel 1990, dall’Italia, e lentamente si erano sparsi dalle Alpi verso il Massiccio Centrale, i Pirenei e fino al Jura e nei Vosgi. Qui, in particolare, gli attacchi agli ovini si sono susseguiti fino a determinare l’emissione di un decreto che autorizzava l’abbattimento dei lupi (REDAZIONALE, 2012). Nel 2015 è stato braccato e forse ucciso un lupo sulle Prealpi del Devoluy, ma altri sono stati segnalati il Alsazia e Lorena dopo che non se ne vedevano più da tempo (MARTINELLI, 2015).
In Svizzera, nel Canton Vallese, sono stati censiti due branchi di lupi con diciotto esemplari, mentre le autorità cantonali stimavano la presenza di altri 30-35 capi nel territorio vallesano. Ma qui, nel 2017, è stata dichiarata guerra ad un imprendibile lupo italiano (REDAZIONALE(q), 2017) reo di avere superato il limite che la legge elvetica fissa a 25 animali domestici uccisi per formalizzare un mandato di soppressione.
Contemporaneamente è stato segnalato il ritorno dei lupi nella contigua Valle Anzasca (REDAZIONALE(h), 2019). Il precedente ricordo va al 1927 quando il 30 gennaio di quell’anno ul Giuanin dul luv uccise l’ultimo lupo presente in Anzasca. L’evento fu riportato anche da La Domenica del Corriere (Figura 33). …Un pastore, certo Borghini, giunto alla porta di una baita, tra le valli Anzasca e d’Ossola, scorgeva un lupo, che subito gli si avventava addosso, addentandogli il petto e lacerandogli gli abiti. Dopo una drammatica lotta, il pastore riusciva a saltare sopra un muricciolo e a uccidere il lupo con una fucilata a bruciapelo” (…) Il lupo fu portato al piano in una civera (gerlo ndr) e un volenteroso fotografo ricostruì ingenuamente la scena, mettendo la carcassa in posizione “d’attacco”… (REDAZIONALE(n), 2019; Figura 34).

Dal Medioevo al secondo dopoguerra: il luparo

La prima presenza di resti archeologici di lupo risalgono al Neolotico della Grotta Patrizi, cacciato, probabilmente, per la pelliccia. Oppure sono da riferire, assieme ai resti di animali commestibili con valenza simbolica o rituale, come ipotizzato in area padana (BERNABÒ BREA, et alii 2012) in aree carsiche oppure geotermiche (GRIFONO CREMONESI, 2021), 
Fu Carlo Magno (Figura 20) a istituzionalizzare in Francia, nell’813, la caccia al lupo. Lo fece creando la louveterie, cioè un corpo di cacciatori specializzati nella caccia e nell’eliminazione del Lupo (Figura 21). L’usanza, o meglio, l’attività fu abolita dalla Rivoluzione Francese solo nel 1789, ma fu riattivata già nel 1814 arrivando fino alla fine del XIX secolo.
La milizia della louveterie era costituita da soldati di ventura che si offrivano di eliminare i lupi dalle regioni in cui si stanziavano.
Appare evidente quanto antico e atavico sia l’alone di negatività che accompagna e investe il lupo.
Taglie e agevolazioni alla caccia al lupo si sono mantenuti anche nei diversi Ducati, Stati e Staterelli, Repubbliche e Comuni che hanno suddiviso l’Italia. Ma anche dopo l’Unità.
Chi uccideva un lupo veniva premiato e ammirato. Chi uccideva una femmina, meglio se gravida, veniva ammirato anche di più.
Alla fine diventò un mestiere, una professione, quella del luparo (Figura 22, Figura 23, Figura 24 e Figura 25). Una figura ancora presente nella cultura materiale è quella di Eufronio CHIARETTI, l’ultimo luparo dell’altopiano di Leonessa, in Appennino Centrale. Era la storia, raccontata sottovoce, di …un uomo che, tra il dopoguerra e gli anni Settanta, si vedeva passare per le vie del paese con le carcasse dei lupi legate al telaio della bicicletta (Figura 26), mentre tutt’attorno gli abitanti lo accoglievano con grida di giubilo e doni per il servizio reso alla comunità (…) Si andava dal sovrintendente di giustizia e ci si faceva pagare la taglia che lui aveva messo sui lupi. Quando gli si portava il lupo, però, questi chiedeva la coda, la testa, la zampa o tutta la carcassa, cosicché il luparo non potesse farsi pagare la tassa anche altrove per lo stesso esemplare. Prima di andare dal sovrintendente, allora, per qualche giorno egli girava per le strade del paese, esponendo la carcassa di questo “pericolosissimo mostro”. In questo modo, da un lato, il luparo cercava il riconoscimento sociale che gli spettava per aver tolto un pericolo ai bambini che portano le greggi al pascolo; dall’altro, se non qualche moneta, guadagnava almeno un pollo, magari una vecchia giacca o un piatto di minestra da mangiare… (DORIA, 2025).

Immagine richiamata nel testo

Figura 33 – L’attacco del lupo al pastore BORGHINI sulla copertina della Domenica del Corriere del 30 gennaio 1927 (da abebook.it)

La soluzione: troppi lupi, va riaperta la caccia…

Troppi lupi, come troppi caprioli, troppi daini, troppi cinghiali, troppi mufloni, troppi cavalli selvaggi…. Quanti reintrodotti a scopo solo venatorio?
Una soluzione storica, nei confronti dei lupi, la introdusse il Comune di Varese Ligure (SP) già 155 anni fa. Nel 1870, quando quel territorio pare fosse invaso dai lupi …che depredavano gli allevamenti locali, non esitò a introdurre una taglia: una ricompensa in denaro per coloro che avessero consegnato all’amministrazione una coda dell’animale, segno tangibile del suo abbattimento… (MARCELLO, 2019). Esempio seguito nel 2019 da un ordine del giorno approvato dal Consiglio Regionale della Liguria con la proposta generica, e non condivisa, di abbattimento selettivo di lupi, a salvaguardia degli allevatori.
In realtà, la cronaca ha segnalato precedenti episodi di caccia al lupo, anche con messe in scena raccapriccianti, macabre e dal sapore di arroganza e sfregio (LUALDI, 2005). Nel 2005 BONATI (2005a, b e c,) ricorda …lo splendido esemplare di lupo (di 2,5-3 anni e del peso di 33 chili, che) dopo essere stato abbattuto con una scarica (…) in pieno ventre è stato pubblicamente esposto come trofeo, issato su un cartello stradale ed appeso per il collo… (BONATI, 2005a; Figura 27). Il cartello indicava la località Antessio di Sesta Godano. Particolare, questo, significativo poiché già alcuni anni prima …ancora vicino ad Antessio (…al Passo del Rastrello…), un giovane di Santa Maria di Scogna (…) mentre andava a funghi trovò un lupo ammazzato. (…) Una coincidenza? Oppure c’è chi, da queste parti, ha conti specifici da regolare coi lupi ed all’occasione mette mano al fucile?… (BONATI, 2005a). Ma ad un facile a canna rigata (BONATI, 2005c), quindi particolarmente preciso, dotato di ottica e adatto alla caccia di selezione. Eppure, nel 2005 le fonti ricordano la presenza di soli due o tre esemplari che si aggiravano sui crinali fra Zeri, Rocchetta Vara, Zignago, Sesta Godano (GINOCCHIO, 2005), Varese Ligure e Maissana, per altro senza denunce di predazioni negli ultimi cinque anni (BONATI, 2005c), e ancora in Lunigiana (OLIGERI, 2005). Poi le segnalazioni divengono più frequenti: Bargone (FAGANDINI, 2013).
Purtroppo non è il solo caso. Sono ben undici, negli ultimi due anni, i lupi giustiziati nel Grossetano, dei 150-200 che vengono uccisi annualmente in Italia (REDAZIONALE(e), 2014). Nel 2014 è successo a Semproniano (Grosseto) dove un lupo,
ucciso con una fucilata, è stato abbandonato vicino alla piazza principale del paese con le zampe legate e incaprettato. In seguito, una testa mozzata è stata esposta nella medesima piazza (come l’analoga di Ormea dell’anno seguente (BRIA, 2015; Figura 31). L’aspetto più deprimente e rivoltante è stato, in questo caso, il patetico riferimento culturale firmato Cappuccetto Rosso (ADINOLFI, 2014). Analoga messinscena, pochi mesi prima a Roccalbegna (MONTANARI, 2014). Ne è conseguita una taglia di 5000 € per chi avesse fornirto notizie sui possibili responsabili. Poi il lupo ucciso da un laccio ritrovato sul ciglio della strada a Campagnatico e prima ancora quelli di  Manciano e Saturnia uccisi a bastonate o soffocati (ADINOLFI, 2014).

Sicuramente più cruenta la fine del lupo ucciso, scuoiato e appeso ad un cartello stradale a Suvereto (Livorno), dove la taglia per informazioni era salita a 30.000 euro (REDAZIONALE(f), 2017).
Sta diventando una guerra fra poveri… e nonostante i progetti di censimento, ricerca e salvaguardia, la caccia continua (SECONDINO, 2017). Ed infine, ma non sarà l’ultimo, pochi giorni prima di Natale (2025) un altro lupo è stato …ucciso illegalmente e mutilato: la carcassa, priva di testa, zampe e coda, è stata rinvenuta nei giorni scorsi all’interno del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, in Alto-Adige… (SERAFINI, 2025).

Stragi di ovini ed effetti collaterali a causa di trappole e bocconi avvelenati 

Sarà stato casuale, ma dopo una ventina di giorni dall’impiccagione del lupo di Sesta Godano, gli altri lupi ricominciano a fare strage di ovini in tutta la Liguria. Duecento capi nell’ultimo anno (2004-2005), che però …statisticamente (…) non risultano perché gli allevatori per risparmiare le spese di incenerimento dei capi uccisi (165 euro a carcassa) non li denunciano… (REDAZIONALE, 2005a).
Tuttavia gli avvistamenti e, soprattutto, gli attacchi si moltiplicano.
A fine luglio tre attacchi sui crinali fra Imperia e Cuneo, poi una strage di pecore in Valle Arroscia (ISAIA, 2005a e b) dove, per altro, la presenza del lupo è nota dagli anni Novanta del secolo scorso. Tanto è vero che già nella primavera di quell’anno …si erano registrati alcuni episodi di avvelenamento di cani (bocconi alla stricnina), probabile opera di bracconieri. Nel mirino ci sarebbero stati sempre i lupi colpevoli di cacciare cinghiali e lepri… (ISAIA, 2005a). Avvelenamento da stricnina, una storia che viene da lontano. Negli anni Settanta del secolo scorso il lupo, ed altri animali, furono dichiarati animali nocivi dalla legislazione italiana. Animali che, quindi, potevano essere abbattuti liberamente, senza alcuna autorizzazione e con qualunque mezzo.
Non solo, in quegli anni era lo Stato italiano a distribuire la stricnina per fare i bocconi avvelenati (DORIA, 2025).

Non è difficile immaginare quanto anche il fattaccio di Sesta Godano sia conseguente a questo pensiero comune. Soprattutto nel momento in cui il lupo sembra ritornane ad essere una presenza. O c’erano ma non venivano segnalati? Comunque qualcosa si è messo. Dopo le ricerche avviate nell’Imperiese (CRECCHI, 2005), sono seguite quelle del Progetto Life sull’Appennino Emiliano (BONATI, 2006). Ma la caccia al lupo, che sia di rabbia o di selezione, continua.

Una difesa naturale: Il pastore maremmano-abruzzese

Ma esiste un metodo naturale e sicuro per difendere pecore e capredegli allevamenti. È …quello di affidare la tutela delle greggi a quegli impareggiabili, imponenti cani da pastore denominati maremmano-abruzzesi (Figura 17 e Figura 18). II saggio Columella (Figura 19), famoso agronomo dell’antichità, riferiva che nessun lupo osa attaccare un gregge sorvegliato da questi candidi, ma feroci guardiani a quattro zampe. E a secoli di distanza gliene danno atto ancor oggi numerosi pastori della Norvegia, che periodicamente vengono in Abruzzo ad acquistare cuccioli di questa razza da loro ritenuta ineguagliabile nella difesa delle proprie pecore dagli assalti di lupi ed orsi… (OLIGERI, 2005).

Note di aggiornamento

2026.01.21

Un altro lupo è stato ucciso illegalmente e mutilato. Male l’uccisione illegale, ma vergognosa la mutilazione! La carcassa è stata ritrovata priva di testa, zampe e coda. Eroica prodezza! I resti sono stati rinvenuti all’interno del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, in Alto-Adige (SERAFINI, 2024).
Le uccisioni illegali di lupi sono in crescita. I dati raccolti indicano che fra il 2019 e il 2024 sono stati riscontrati 1639 animali morti. Di questi il 60% circa per incidenti stradali e ferroviari, 19% per cause indeterminabili, 12% per bracconaggio il resto per morte naturale.Ma 328 lupi uccisi per divertissement non è poco…

Immagine richiamata nel testo
Figura - Infografrica della mortalità de lupo fra 2019 e 2024 (daSERAFINI, 2025)
Klaipeda City, Lituania Yukon, Canada Bannio Anzino, provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Italia

Venturina, Campiglia Marittima, provincia di Livorno, Italia

Luni, provincia della Spezia, Italia

Montelupone, provincia di Macerata, Italia Montelupo Fiorentino, città metropolitana di Firenze, Italia

Bossolasco, provincia di Cuneo, Italia

Montelupo Albese, provincia di Cuneo, Italia Calizzano, provincia di Savona, Italia Ormea, provincia di Cuneo, Italia Costa, Cengio, provincia di Savona, Italia Roccavignale, provincia di Savona, Italia Osiglia, provincia di Savona, Italia Saturnia, Manciano, provincia di Grosseto, Italia Manciano, provincia di Grosseto, Italia Campagnatico, provincia di Grosseto, Italia Bargone, Casarza Ligure, città metropolitana di Genova, Italia Suvereto, provincia di Livorno, Italia Roccalbegna, provincia di Grosseto, Italia Semproniano, provincia di Grosseto, Italia

Sacha, Russia

Sant’Olcese, città metropolitana di Genova, Italia

Gedinne, provincia di Namur, Belgio

Briga Alta, provincia di Cuneo, Italia Santo Stefano d'Aveto, città metropolitana di Genova, Italia

Torriglia, città metropolitana di Genova, Italia

Tiglieto, città metropolitana di Genova, Italia Rossiglione, città metropolitana di Genova, Italia

Sassello, provincia di Savona, Italia

Piana Crixia, provincia di Savona, Italia Cairo Montenotte, provincia di Savona, Italia Laigueglia, provincia di Savona, Italia

Ormea, provincia di Cuneo, Italia

Triora, provincia di Imperia, Italia

Pieve di Teco, provincia di Imperia, Italia

Rezzo, provincia di Imperia, Italia

Mendatica, provincia di Imperia, Italia

Maissana, provincia della Spezia, Italia Zignago, provincia della Spezia, Italia Rocchetta di Vara, provincia della Spezia, Italia Zeri, provincia di Massa-Carrara, Italia Scogna Inferiore, Sesta Godano, provincia della Spezia, Italia Scogna Superiore, Sesta Godano, provincia della Spezia, Italia Localita' Passo Del Rastrello, 19020 Zignago provincia della Spezia, Italia Sesta Godano, provincia della Spezia, Italia Antessio, Sesta Godano, provincia della Spezia, Italia Varese Ligure, provincia della Spezia, Italia

Manesseno, Sant’Olcese, città metropolitana di Genova, Italia

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